Scatramati!

Me lo disse una gentile fanciulla dagli occhi di giada e i capelli corvini, più di venticinque anni fa. A Forte dei Marmi una sera.

E sì che il mio “signorina scusi…” interrotto bruscamente da quello “Scatramati” era solo perché volevo uscire dal locale e non l’avevo mai vista prima di quel momento, ma mi parve bellissima e grintosissma, per cui risposi con un sorriso.

Uscii un paio di sere con lei e francamente era proprio antipatica, altro che grintosa. Ma si sa, a volte si confondono la maleducazione, l’aggressività, la possessività e altri disturbi, per cose positive. Tipo, grinta, decisione, forza, amore.. e invece sono altro.

Capita. E la parte complicata è quando capita a qualche signora di scambiare questi segnali per qualcosa di bello e poi col tempo giustificarli anche.
Di solito è così che si finisce in un buco nero dal quale è difficilissimo e faticoso uscire, in balia di psicopatici, pericolosissimi che un passo alla volta ti isolano dal mondo e si prendono il controllo della tua vita.

“Scatramati”

Mi viene da ridere ancora adesso e anche se non ricordo nemeno il suo nome, ricordo bene il tono e lo sguardo. Chissà forse ci cadrei anche oggi.
Io amo pazzamente le donne sagaci, grintose, determinate. E Ancora di più quelle che sanno cosa valgono, che non si conformano agli stereotipi pur mantenendo una spiccata femminilità. Quelle che non cadono da sole nella trappola del “questo è un lavoro da donne”, “se fa il duro è figo” fino al più bello ” se sa imbiancare e cambiare un rubinetto è un Uomo”.
Per me è un idraulico, che non è necessariamente sinonimo di uomo e tanto meno di Uomo con la U maiuscola.

Un uomo è uno che ti rispetta prima di tutto e che non cerca una colf a basso costo.
E che tratta da pari senza dimenticarsi di trattarti da donna, con qualche piccolo gesto di pura gentilezza. Perché c’è una grande differenza tra uomini e donne nel modo di approcciare il mondo e siamo diversi e abbiamo esigenze diverse.

Ma sempre nei limiti del buongusto e del buon senso.

Quindi?
Quindi approfitto dell’otto marzo, per fare tanti auguri a tutte le signore che mi leggono, con una mimosa bianca per cominciare, perché in particolare pensavo ad una donna stamane, alla quale il giallo non piace.
Comunque per sicurezza ho fatto gli auguri di persona ad una sola donna: la mia mamma, che è straordinaria, ma questa è un’altra storia.

E poi voglio dirti una cosa: la forza e la radiosità di una donna si manifestano quando è felice e appagata e soddisfatta dalla propria vita, con gli alti e bassi che tutti affrontiamo e spesso la sua sicurezza e la sua felicità passano dalla propria autodeterminazione.
E una delle cose più becere che fanno certi uomini è rinchiuderle in casa a fare la cameriera togliendo loro la possibilità di diventare economicamente indipendenti.
Chissà poi perché una donna indipendente deve far tanta paura: io adoro le donne col cervello che bastano a se stesse e ancora di più quelle che inventano e si inventano per seguire le proprie passioni ed i propri talenti.

Quindi ho deciso che con oggi inauguro un filone del blog: voglio raccontare di belle iniziative, intelligenti e di sostanza, di donne giovani e talentuose che stanno tirando fuori la testa del guscio.
Perché sono loro quelle che renderanno il mondo un posto migliore, con il loro esempio ed il loro successo. Sono loro che palesandosi uniche e magiche possono invertire questa tendenza di violenza prima di tutto psicologica verso tante ragazze da parte di trogloditi che meriterebbero la pubblica gogna e il rogo.

Sono loro quelle che con piccoli passi e voglia di fare possono permettersi di dire “stai al tuo posto” con la forza della propria indipendenza. E poi da lì essere un volano perché ciò diventi la norma e non l’eccezione. Che fare la mamma, la moglie e la professionista non è una cosa da eroi, ma il minimo a cui ogni persona ha diritto.

Quindi?
Quindi oggi ti parlo di una ragazza che scrive, e lo fa magistralmente, con uno stile suo personale: in lei c’è il fantasy, c’è lo splatter, il carnale sdoganato e la confusione di tre generazioni. Sa essere moderna, fluttuante e fresca. Meglio di Kerouac, e più di Austen.

Ed ora ha avuto un’idea che trovo geniale: Scrivere partendo dai muri, 36 storie scelte da te, da me, da noi.
E farlo con un pubblico a su più livelli, a castello, a scale, a ..

Beh te la dico così: Oggi sostengo questa iniziativa, che quando i pulcini tirano fuori la testa dal guscio si deve fare il tifo per loro.
Io ho partecipato, al volo. Fallo anche tu, scegli come e in che modo, perché non ci sono imposizioni: riempi un form e lei ti racconta cosa si può fare insieme.

Ah la fanciulla si chiama Monia (Monia Papa) e la fantastica idea che ha avuto la trovi qui “Domani inizio e la poetica della messa in abisso”
Vediamo se riusciamo a darle 400 lettori i 40 giorni?

Niente male vero? L’ho pensata così: se devi fare qualcosa falla bene, non serve fare solo gli auguri un giorno all’anno.
Io conto su di te: se questa cosa funziona e la diffondiamo, ogni mese troverò una nuova iniziativa tutta al femminile da segnalare e viralizzare.

Conto su di te: dai!

 

 

 

Annunci

Parliamone

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...