Il tempo dei ciliegi

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Il tempo.

Non ho tempo.

Quante volte senti dire a qualcuno che non ha tempo? E quante volte lo dici tu?

Magari è anche vero, ma poi per cosa esattamente?  E soprattutto perché?

Alcuni dicono di non avere tempo perché hanno 1000 cose da fare, altri per far credere di avere 1000 cose da fare. Spesso si dice che chi non ha mai tempo in effetti non ha niente da fare.

A me interessa poco quello che si dice, e ancora meno come le persone impiegano il proprio tempo.

Però ho fatto due conti e credo di poter asserire con una certa sicurezza che passeremo su questa terra molto più tempo da morti che da vivi. E io una bella parte della limitatissima sezione da vivo me la sono già bruciata in vari modi: lavorando, lavorando, lavorando, qualche volta inseguendo cose inutili che non mi interessavano, ascoltando persone noiose, tralasciando sogni e aspirazioni.

Eppure il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo e non mi piace l’idea di dover dire “devo ritagliarmi il tempo per  …….” (metti quello che vuoi nei puntini)

“Non ho tempo”

Credo lo dirò spesso.

Perché voglio del tempo per me, per guardare i ciliegi in fiore che mi piacciono tanto.

Perché voglio cambiare casa e cambiare zona.

Voglio un cane e una barca. E magari non li voglio da solo.

Voglio il tempo per leggere i miei libri e comprarne altri insieme a qualcuno che mi faccia sorridere.

Voglio smettere di lasciare sempre in secondo piano le persone che per me sono importanti e voglio dimostrare a chi conta davvero per me che ci sono e ci sono sempre.

Il mio tempo è un lusso che non baratto per pochi spiccioli, non più.

Ho sempre degli obiettivi professionali, perché mi piace quello che faccio, perché lo so fare bene, perché so che porto un risultato reale e rapido e persistente, ma lo voglio fare in modo diverso.

Il tempo per le cose che contano mi serve come mi serve l’aria per respirare.

Per cui sì: non ho tempo perché non ho nulla da fare di quello che pensi ma ho mille cose da fare per me. Quelle che contano davvero.

Come stare vicino ad una persona che ha bisogno d’aiuto. O magari crescere una persona piccola (si chiamano bambini ndr) o spiegare le vele e fare la traversata dell’atlantico in solitaria a novembre. Dalle Canarie ai Caraibi che poi è uno di quei sogni che ho chiuso in un cassetto tanto tempo fa.

O anche tutte queste cose insieme.

Sto facendo qualcosa di complicato ora, proprio per poter tagliare quello che non mi interessa più.

Per poter garantire a me e alle persone che amo una vita dignitosa, non priva di piccole follie, come un bacio sotto la Tour Eiffel deciso di improvviso un martedì pomeriggio. Alle quattro. Anche se magari in quel momento vivo a Palermo.

Ho voglia di svegliarmi alle 10, se mi va o alle 3 del mattino per fare una corsa in auto a 1000 km da qui, solo per regalare un sorriso a qualcuno.

Per cui no, mi dispiace, ma non ho tempo: devo guardare quello che la primavera fa con i ciliegi e sorridere.

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3 pensieri su “Il tempo dei ciliegi

  1. nel mio piccolo, cerco sempre di trovare il tempo di guardare l’alba e il tramonto. ho fame di cielo colorato.
    quando non hai figli dici sempre che sei straimpegnato, poi quando nascono e realmente sei preso da cose materiali, ti chiedi: ma prima che facevo che ero sempre impegnata? ora neanche la doccia riesco a farmi ahahhahah

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