Cold Reading alla Prima Cittadina

cold reading Raggi

La lettura a freddo è quella cosa che ci permette di comprendere parte (parte non tutto, non facciamo gli indovini) di ciò che una persona sconosciuta è in un dato momento.
Attenzione: in un dato momento, è un’istantanea che ci racconta con chi abbiamo a che fare con pregi e difetti, punti di forza e debolezze. Non è una scienza esatta, va applicata con una certa elasticità e mettendo in conto che qualche volta si può anche sbagliare. Però aiuta, molto.
L’articolo è tecnico, e vuole essere una traccia il più possibile semplice, che puoi utilizzare da subito e con un minimo di allenamento trarne beneficio per il tuo lavoro o la tua vita sociale.

Un argomento che avevo già trattato in passato (trovi qui e qui) ma che voglio approfondire. L’articolo è tecnico, non esaustivo dell’argomento e tuttavia è costruito per darti la possibilità di capire come funziona e di avere dei parametri e delle nozioni che puoi usare da subito con profitto.
La scelta del soggetto da analizzare, in questo caso, è caduta su un personaggio pubblico che tutti conoscono, ma che nessuno conosce ancora bene perché “fresco”: Virginia Raggi.
Perché lei e non un’altro a caso?

Allora, mi preme fare una piccola premessa: io non voto a Roma, e non voto nemmeno in Italia e francamente non mi interessa da chi siete governati, perché non mi riguarda.

Detto questo (che significa non rompetemi con disquisizioni su partiti e posizioni politiche varie) tengo a precisare i motivi della scelta. Oltre al fatto che la signora Raggi non ha pregresso (troppo facile parlare di qualcuno di cui conosciamo vita morte e miracoli) e ha ancora tutto da dimostrare, è comunque un volto ormai conosciuto da tutti, in una posizione delicata che la terrà sotto i riflettori per tanto tempo (per cui si ha la possibilità di verificarla nel tempo) e poi ci sono una marea di immagini sue molto eloquenti. Soprattutto una, quella che mi ha fatto venire la voglia di scrivere l’articolo, questa con la fascia tricolore che ho trovato su un quotidiano a diffusione nazionale.

foto 1 )

tric. Perché?

Perché quando ho visto questa foto la mia attenzione è andata alle sue mani. Strana questa cosa: se guardi il suo volto la vedi sorridere, è felice per il risultato, le labbra sono distese ma rilassate e la bocca aperta a mostrare appunto un sorriso sereno. Anche le sopracciglia sono distese la fronte libera da pensieri, lo sguardo rivolto in basso con la testa lievemente girata da un lato. La tipica espressione di chi per un attimo chiude gli occhi, lascia andare il respiro che tratteneva fino a poco prima e si rilassa.  Già. Ma le mani? Quel risultato è un risultato importante per chiunque e se ho ben capito a Roma la questione è molto delicata e assume significati ancora più importanti.

E quelle dita, alla ricerca di un anello, tradiscono la prima cosa che mi fa piacere la signora Raggi: di solito le persone sposate attribuiscono all’idea del matrimonio la sicurezza, il punto d’appoggio, e vi si aggrappano quando qualcosa le innervosisce.

Attenzione: all’idea non al proprio matrimonio.

Detta così potrebbe sembrare negativo, ma in effetti a me è piaciuto molto: denota come la signora Raggi sia ben consapevole del compito che la aspetta, e nonostante la felicità per il traguardo raggiunto, la sua mente già corre avanti, alle questioni da affrontare e risolvere. Mi piace perché vedo in questo gesto una persona che quando si prende la responsabilità di qualcosa, poi ci mette impegno e serietà e non ama perdere tempo in cose inutili. Che sa dare il giusto peso alle questioni di reale importanza, che vuole tornare subito con i piedi per terra, senza per questo essere una macchina.

E allora mi sono incuriosito e ho fatto una ricerca trovando altre foto interessanti che parlano di lei più di quanto lei vorrebbe parlare di sé.

foto 2)

mani Come questa ad esempio. Vediamo la tipica posizione delle mani che assumono gli avvocati. Di solito hanno le dita allargate, ma la cosa va presa con una certa elasticità (lungo spiegarti il perché, ti basti sapere che in questo caso è equivalente). Questo gesto esprime sicurezza di sé e di ciò che si deve fare, conoscenza e soprattutto consapevolezza delle proprie competenze. Se ci fai caso scoprirai che è un gesto tipico anche di notai, magistrati, sacerdoti (non quando pregano ma quando ascoltano). Lo fanno sempre poco prima di prendere la parola e spiegarti cosa faranno e come e perché. Tre cose che puoi facilmente vedere nell’espressione e soprattutto nelle labbra che in questa immagine assumono la posizione di chi sta per prendere la parola. La consapevolezza del proprio valore è una cosa importante e determinante nel consentirti di raggiungere i tuoi obiettivi. Un cliente così è uno che sa il fatto suo.

foto 3)

o cavolo! non te lo dico, e adesso Qui Virginia Raggi per un attimo si è bloccata. Le sopracciglia si sono avvicinate, quel tanto da mostrare concentrazione, mentre la bocca socchiusa denota sorpresa. Probabile una domanda che non si aspettava. Ma anche la necessità di scegliere con cura come rispondere. Quello che vedo è una persona che non ama raccontare frottole, ma al contempo si sta trattenendo dal dire troppo (lo vedi il dito appoggiato sul mento? tradotto è un po’ come se dicesse “oh cavolo e adesso? Non posso dire questo e questo ma devo spiegarmi lo stesso”) Insomma una che sa quando una parola di troppo può rovinare il lavoro di una vita.

E il fatto che sia una persona che non ama nascondere le cose lo si evince anche da un’altro atteggiamento che assume spesso: Questo:

collo e palmo spesso Virginia (Virginia, perché a me Sindaca non piace, non ce la faccio a chiamarla Sindaca, suona malissimo e invece il nome Virginia mi piace un sacco) sposta i capelli, mostrando i palmi i polsi e gli avambracci. Il gesto è tipico di tutti i primati (soprattutto le femmine ma vale anche per gli uomini seppur in misura minore) che indica di essere disarmati, nel senso di non avere nulla che può farti male, che ti puoi avvicinare, che non ha niente da nascondere.  Il gesto viene usato in maniera inconscia in due casi: quando vuoi attrarre un possibile partner, e quando vuoi comunicare che appunto sei una persona onesta. Ora, data la frequenza con cui lo fa io escluderei si sia innamorata di tutti i cameraman e tutti i fotografi negli ultimi 3 mesi, quindi propenderei per la seconda opzione. Ma c’è di più, ed è molto interessante. Quando lo fa solitamente piega la testa da un lato, e mostra il collo.

Questo è un atteggiamento assunto solo dagli individui alfa. Lo fanno tutti gli individui alfa del mondo animale quando si trovano di fronte ad un avversario: mostrano la parte debole ad indicare forza e sicurezza delle proprie capacità. Un segnale forte per l’avversario che si trova di fronte a un soggetto difficile da abbattere.

Insomma, se a tutto ciò aggiungiamo che a qualche lacrima la lascia andare, che la sfida raccolta mi pare molto grande e che stare sotto i riflettori per chi non è abituato è una pressione da far saltare i nervi, direi che abbiamo il profilo di una persona preparata, seria, decisa, molto determinata e che non scenderà facilmente a compromessi, a costo di scontrarsi a testate contro un esercito. Soprattutto molto coraggiosa e seria.  Poi le manca qualcosa, tipo il pelo sullo stomaco (ma se lo farà probabilmente) e sappiamo che non è tipo da fare le cose a caso. Anzi, dalla scelta dell’abbigliamento direi che è anche un tipo molto preciso e attento ai dettagli più piccoli.

Difetti? Sì qualcuno, come tutti. Diciamo che è un po’ emotiva.

A Virginia Raggi per dare il meglio di sé mancano solo due cose, ma non te le dico: non trovo carino dirti quello che lei racconta di sé con il suo comportamento ma che non vuole si sappia. Però posso dirti che lo puoi scoprire dalla prima foto, quella col tricolore. Sì perché in quell’immagine c’è molto di più di quanto ti ho raccontato.

Io ti ho detto cosa ci si può aspettare da una donna così, poi se sarà in grado di amministrare una città come Roma o meno non lo so e non è affar mio ma auguro ai romani di non dover impazzire per altri anni.

PS: le foto utilizzate dovrebbero essere pubbliche, ma se fossero coperte da copyright, chi ne detiene i diritti può scrivermi e provvederò a rimuoverle o attribuirne i credits.

 

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