Tic Tac, Tic Tac

tic tac tic tac

Tic Tac, Tic Tac… hai presente questo suono? Il tempo che passa.

Ora la domanda è: quanto tempo stai perdendo ad occuparti di cose urgentissime che fanno tutti felici tranne te?

Immagina per un momento di poter fermare tutto e di poter osservare con attenzione tutto ciò che fai.

Ora rispondi ad una domanda: quante delle tue attività, quanto del tuo preziosissimo tempo e quanto delle tue risorse dedichi alle aspettative che altri hanno nei tuoi confronti?

E, quanto a te stesso? A ciò che sei, alle tue esigenze, ai tuoi sogni grandi o piccoli che siano?

Sai non basta fare un lavoro che si ama per essere felici, se poi a fine mese devi fare i conti per starci dentro o se non hai la libertà di scegliere.

Scegliere. Bella parola vero? Scegliere dove lavorare, quando e con chi. Scegliere quanto tempo dedicare ad ogni cosa, scegliere dove vivere, quando andare in vacanza o più semplicemente come vestirti.

Puoi saltare anche tutto l’articolo se credi, a meno che tu non voglia riprendere il controllo della tua vita, essere te stesso e passare ogni giorno con il sorriso sulle labbra.

Oppure puoi rifletterci e considerare quante parti di te hai tradito, cercarle, riaccendere quel fuoco che ti animava e riscoprire i tuoi sogni che hai chiuso in cassetti dimenticati da troppo tempo.

Puoi usare una traccia che ho scritto per te, dream dream dream, dove ti spiego come trasformarli in obiettivi oppure trovare un modo tutto tuo e nuovo di farlo, ma la cosa essenziale è che tu lo faccia.

Sarà durissima, riceverai porte in faccia e critiche, ogni passo sarà faticoso e più ti avvicinerai a te stesso, più dovrai metterti in discussione. Ma poi in cima ci sei solo tu con le persone che avrai voluto portare con te.

E dalla cima si vede un mondo meraviglioso.

Se hai due braccia e due gambe puoi arrampicarti, se non le hai puoi noleggiare un lama. O inventarti qualche altra cosa.

Puoi. Puoi fare e realizzare ciò che vuoi, a patto che tu sia disposto ad impegnarti, a patto che tu lo faccia per qualcosa che desideri da non dormirci la notte, a patto che tu sia pronto a riconsiderare tutti i tuoi parametri e “rubare il mestiere” a chi lo ha fatto prima di te.

Devi incrociare strumenti e competenze, sogni e contesto e poi tracciare la strada che ti porti dove hai sempre voluto andare e alla quale magari hai rinunciato senza nemmeno accorgerti che lo stavi facendo.

Spesso faccio una domanda: quanto ti pagano per rinunciare ai tuoi sogni?

E di solito aggiungo: Chi crede di non poter fare qualcosa ha sicuramente ragione, altrettanta ne ha chi crede di poterla fare.

Sai è una cosa che parte da te, una cosa che hai dentro e nessuno può farlo per te, ma se aspetti che tutto sia perfetto e a posto allora rischi di non partire mai.

E l’orologio continua a fare tic tac e portarti via il tuo tempo.

Il tempo è limitato ed è meglio avere qualche rimorso che mille rimpianti.

Troverai chi ti criticherà, chi cercherà di ostacolarti e chi ti farà sentire in colpa, ma la domanda resta sempre quella: ma quanto ti pagano per rinunciare?

basta davvero poco per iniziare, basta che dedichi solo un’ora al giorno a te stesso, per risvegliare la voglia e la capacità di andare oltre lo steccato.

Pensare con il cuore, lanciarlo oltre l’ostacolo e poi seguirlo con la stessa determinazione di un leone che insegue la preda.

Lo puoi fare, dipende da te e prima inizi, prima vivi.

O vuoi accontentarti di un’esistenza di quieta disperazione?

Tic Tac, Tic Tac….

 

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5 pensieri su “Tic Tac, Tic Tac

  1. Ciao Andrea, che articolo! Quanto tempo ho speso rinunciando a me stessa? Ora, finalmente, mi perdono. Per gli errori, per le rinunce, per le fesserie —tante— che ho fatto. Per quello che ho perso. Da quando ho deciso di riprendermi la mia vita, da quando ho capito che stavo cercando nel posto sbagliato, da quando ho scelto di cambiare strada, complice la Morte che mi ha presa per mano, sono fiera di me. Mi sembra strano anche solo scriverlo. Io, che ho sempre avuto un’autostima ridicola, schiacciata com’era da tutte le imperfezioni che fanno dell’esistenza qualcosa di unico e meraviglioso, mi sono accorta, aiutata da persone che mi amano esattamente per quello che sono, che non sono da buttar via, che ho capacità, competenze e tanto altro da scoprire. Che ho un valore che è soltanto mio. E che ho il dovere di valorizzarlo e custodirlo con amore e generosità, perché possa fiorire. Pensando a me, finalmente posso aiutare l’altro da me.

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    • “Le imperfezione fanno del’esistenza qualcosa di unico e meraviglioso”… io sto cominciando ad adorarvi voi che mi leggete: con queste vostre perle date linfa alla mia voglia di scrivere. Grazie!
      PS: la consapevolezza del proprio valore arriva sempre in età adulta, e spesso fatichiamo ad accettare che abbiamo un valore alto. Ma l’importante è che prima o poi ce ne rendiamo conto, non ti pare Emma? Poi si va in discesa.

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