La leggenda degli uomini straordinari

La leggenda degli Uomini Straordinari

Sai come nasce questa idea? Da una riflessione sui personaggi che ho incontrato in rete. Perché di gente che ti spiega come devi fare a (mettici quello che vuoi) ce n’è così tanta che ti puoi perdere e allora ci ho pensato un po’ su e mi sono chiesto: ma quelli che sono un po’ fuori dalle logiche del”io figo” e intanto macinano risultati come non ci fosse un domani?

Quelli da cui c’è davvero da imparare?

Quelli che in qualche modo sono straordinari sul serio?

E ho fatto il mio personale elenco col quale spero di darti una risorsa: gente da guardare con attenzione. Sì ma tanta attenzione, perché come una buona strategia è sempre scalabile, anche le persone di valore sono imitabili in qualche modo. Magari non facendo la loro fotocopia, che non funzionerebbe, ma cercando di capire come si sono mossi e come si muovono e poi provare a replicarne i passi, scegliendo ciò che più ci è congeniale e tralasciando il resto.

E allora ti parlo di loro, rubando un po’ l’idea da un film di qualche anno fa.

Allan Quatermain / Matteo Piselli, là in mezzo nella foto a guidare idealmente questa mia personale lista: uno che scivola nella rete come se stesse andando a caccia di leoni, ma lui caccia cervelli, crea connessioni, sperimenta e aggrega talenti con la facilità di bere un bicchiere d’acqua. Ha una mira incredibile e sente il valore a distanza. Non sbaglia un colpo, mai. Di mestiere fa… ma sai che è difficile da spiegare? Però posso dirti che è stato lui il primo a definire la figura di Ibrido Digitale, quella fascia di mercato costituita da chi ha vissuto ed è cresciuto con i primi PC e al contempo con il mondo analogico. Lui è quello che digitalizza i documenti di mille anni e organizza il Tedx Assisi.

Mina Harker / Gabriella Crafa (per gli amici GA) la prima a sinistra:  come un vampiro ha la velocità, l’acutezza dei sensi e la capacità di trovarsi sempre al momento giusto nel posto giusto. E insomma non sai bene come ma lei sa stare nella retroguardia o in testa, a fianco o sopra o sotto o in mezzo, non si tira mai indietro, affronta ogni sfida con testa e cuore insieme. Ha la capacità di gestire più progetti contemporaneamente e sa circondarsi di fedeli seguaci (alias collaboratori che la stimano). Alcuni la conoscono per quel suo occuparsi di questioni sociali, ma pochi sanno che sta dietro a navi (sì navi, quelle grandi) e auto, gestisce team a distanza di centinaia di chilometri come se li avesse in salotto e macina risultati.

L’uomo invisibile / Simone Lucchina, in alto a sinistra: Ok, lascia stare che ha lo sguardo spiritato, che tra amici lo chiamiamo P-Simon e che abbia un modo quantomeno singolare di intendere il mondo. Il ragazzo è un architetto, ma ama i social e pur essendo sconosciuto ai più, forse perché parla molto poco ed interagisce anche meno, è uno che fa. Vuoi sapere cosa? Beh tanto per darti un’idea, lui in un anno da zero e senza budget ha creato un marchio che nella sua nicchia è divenuto sinonimo di qualità e nemmeno esisteva il prodotto. O anche che senza tante storie, le pagine che gestisce e che non piacerebbero a nessun sedicente esperto di web marketing, generano risultati continui, tipo un aumento del 40% delle visite presso la sede fisica dei suoi clienti. E di solito ci mette due mesi a portare questi risultati. Ma come detto è l’uomo invisibile in rete, che lo conoscono in 4.

Capitano Nemo / Mario Moroni, in basso a sinistra: lui c’è, qualche volta, altre no. Nel senso che ha questo sottomarino avanzatissimo, il Nautilus, alias OkNetwork, che sta 10 anni avanti quanto a tecnologia ed efficacia e spesso naviga sott’acqua, così le altre navi non lo vedono passare né lo vedono arrivare. E intanto, senza essere tra i nomi gettonati e di grido, lui zitto, zitto ha in mano un’aziendina che in tre anni ha portato da zero a potersi permettere di stipendiare una decina di persone, tutti i mesi. Ora magari a te sembra poco, ma io ti sfido e ti dico: “guarda un po’ in rete tra i tanti social manager che strepitano quanti di loro sono cresciuti così tanto”.  Ti garantisco che ne trovi pochi e se li conti secondo me ti avanzano due dita.  Lui ha scelto di avere e dare il meglio possibile ai suoi clienti, ha uno staff corteggiato da quelli che i mercati li fanno, e tra i suoi clienti ci sono organizzazioni governative e industrie. Hai detto niente!

Jeckill-Hyde / Andrea Romoli.  In alto a destra: lui lavora da solo, non ha uno staff da gestire nel senso stretto del termine, è un tipo gentile, dal basso profilo, azzarderei un “tenero”, quasi timido. Poi mettigli in mano un lavoro e diventa un Caterpillar, si trasforma in una macchina inarrestabile, con la grinta di un combattente senza paura. Lo vedi là da solo e poi quando ti avvicini scopri che è lui quello che sta dietro agli eventi digitali tra i più importanti in Italia. Lui è quello che intrattiene contatti con i grandi nomi d’oltreoceano e porta a Milano le novità e gli strumenti per chi vuole una start up. E collabora con i migliori, o forse sarebbe più corretto dire che sono i migliori a voler lavorare con lui.

Tom Sawyer/ Jegor Levkoskiy, in basso a destra: lui è originario dell’Ucraina, insomma un mondo differente dal nostro, ma è come se venisse dal Missouri. Ha un passato della serie “mastomondofaschifo”, ma è uno che non molla mai: ha l’avventura nel sangue, intesa come voglia di sperimentare, scoprire e imparare. Ha quella particolare caratteristica dell’essere tra le poche persone con il diritto di dire “se vuoi farlo davvero, un modo lo trovi”. Non lo spaventa niente, lavora per obiettivi e crea spazi di condivisione del sapere, qualunque tipo di sapere. Sa bene a cosa va incontro quando decide di fare qualcosa, il suo motto è “Fare qualcosa di nuovo e diverso è relativamente facile. Fare qualcosa che sia genuinamente migliore è decisamente difficile” ed è proprio da queste parole che si evince il carattere di chi sa guardare oltre l’ostacolo. La sua azienda è una startup relativamente recente: Bemyguru. E io la trovo una cosa geniale oltre che precorritrice dei tempi.

Elizabeth Bennet / Lisa Dalla Via, a destra: ti aspettavi Dorian Grey vero? Beh anche se ogni volta che la guardi l’unica cosa che cambia è l’acconciatura ed è sempre lo stesso volto di quando aveva 22 anni (e no, non si dice l’età di una signora) non riuscivo a vedere Dorian in tacchi a spillo e guepiere. E poi secondo me ha più punti in comune con la celebre Lizzy. Donna dai gusti raffinati e di un’eleganza innata, solare, divertente e autoironica come pochi, ha un che di cinico nel guardare il mondo. Falla arrabbiare e ti pentirai di averla urtata: cambia atteggiamento, il suo sguardo diventa di fuoco e le sue parole si vestono di fulmini. Sa inchiodarti a un muro con l’eleganza di una dama dell’ottocento e la grinta di una pantera. Si parla di personal branding, ma saper costruire una figura che sia al tempo stesso un personaggio e autentica è cosa che ho visto fare solo a lei. Ha moltitudini di interessi, sa essere dissacrante e al tempo stesso adattabile al contesto. Un ossimoro vivente che incarna l’uomo di Baumann al femminile, gestisce un team come un pubblico e viceversa. Ha l’anima del creativo al punto da trovare una soluzione rapida e originale per qualunque contesto. In ogni ambiente funziona e i suoi occhi sono magnetici.

E adesso che ti ho parlato di ognuno di loro ti dico cosa queste sette persone straordinarie hanno in comune:

  1. Sorridono sempre
  2. Sono tenaci e determinati
  3. Quando fanno qualcosa, lo fanno pensando pur seguendo l’istinto e anche se gli altri non capiscono, loro sanno benissimo cosa stanno facendo.
  4. Hanno la capacità di guardare lontano e pensare in grande, ma sanno partire in piccolo
  5. Sono persone gentili: cercali, fai loro una domanda, chiedi il loro aiuto e troverai persone umili e disponibili
  6. Sanno che per raggiungere un risultato si deve sudare
  7. Conoscono l’importanza della preparazione
  8. Credono in sé stessi
  9. Non hanno pregiudizi
  10. Hanno la voglia di arrivare
  11. Sperimentano

Undici caratteristiche che tutti possono avere, con un po’ di impegno, che li accomunano e che accomunano tutte le persone di successo.

Il mondo oggi corre più velocemente di quanto non abbia fatto negli ultimi 500 anni, e loro fra 10 saranno leggenda. Se ne parlerà a chi non li ha conosciuti come di pionieri e capitani coraggiosi, mentre queste sette persone saranno già altrove, chi su una spiaggia ai caraibi, chi tra le colline umbre, chi a New york, indaffarati a inventare qualcosa di nuovo mentre gli altri continueranno ad arrancare.

Come dice Matteo Piselli, la rete ha senso quando riesci a concretizzare in un incontro reale le persone che i social network portano sulla tua strada.

Io mi ritengo fortunato per aver avuto il privilegio di incontrarli e scambiare opinioni e battute con loro, mi manca solo Jegor, col quale spero di poter presto sedermi a sorseggiare un caffè e parlare un po’ di mercati.

Auguro, a te che leggi, di poterli incontrare tutti e mentre attendi puoi sempre assorbire un po’ della loro magia.

 

 

 

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8 pensieri su “La leggenda degli uomini straordinari

  1. Veramente una bella Hall of fame. Mi piacerebbe conoscere qualcuno di questi personaggi, per capire come hanno fatto ad alimentare la loro visione strategica e intuito. Complimenti davvero a tutti e grazie a te per il bel post.

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  2. L’ha ribloggato su Ghostboxe ha commentato:
    Andrea Girardi mi colloca nel super team de “La leggenda degli uomini straordinari” come l’Uomo Invisibile, insieme a dei compagni di squadra formidabili. Sono onorato e “rebloggo” volentieri! Buona lettura 😀

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