Prospettive

prospettive

Ok l’immagine qui è conosciuta e abusata, ma rende bene l’idea.

La guardi e puoi vedere due cose totalmente differenti. Ora, il perchè ad alcuni balzi all’occhio prima l’anziana signora e ad altri la giovane ragazza è questione che lasciamo agli psichiatri. Noi invece andiamo a riflettere come un modo diverso di vedere le cose (qualunque cosa) possa essere un vantaggio competitivo di notevole portata.

Fermo restando che quando assumi qualcuno questi deve essere preparato e adatto al lavoro che dovrà svolgere, quanto valuti importante che sappia guardare il mondo da una prospettiva differente dalla tua?

Io molto e ti spiego il perché con una frase fatta:

Se due persone sono sempre d’accordo su tutto, una delle due è inutile”

Ma proprio inutile, non mi porta niente che io non sappia già. Quello che serve, soprattutto in un mercato sempre più competitivo, è riuscire a vedere ciò che gli altri non vedono.

Da qualche giorno gira una notizia su una bella iniziativa per creare un po’ di lavoro e risolvere qualche piccolo problema alla gente: “il portiere di quartiere

Un’idea semplice nata da un modo di guardare il problema totalmente differente dal solito. Ha ribaltato la prospettiva. Qui non era più cosa so fare o come trovo i clienti per quelle che sono le mie competenze, ma più semplicemente “come posso risolvere 1000 e più piccoli problemi alla gente intorno a me”

Un’altro modo di approcciarsi ad un problema lo descrissi tempo fa riferendomi ad Alessandro Barbieri che all’inizio della sua avventura da freelance per farsi conoscere e formarsi scelse di partecipare ad alcuni eventi, ma invece che fare lo stalker con tutti i partecipanti, si presentò con una t-shirt che attraeva l’attenzione per la grafica e che stupiva quando la guardavi meglio perché altro non era che tutto (ma proprio tutto) quello che lo riguardava lavorativamente.  Quindi profili social, indirizzo web, perfino un codice QR sulla schiena che avrebbe portato al profilo linkedin.

Una bella idea che stimolò la curiosità di tanti.

Un modo differente di approcciarsi al problema.

Obiettivamente sono due casi che se ci pensiamo un po’ a sentirli descritti senza averli visti realizzati, se ci venissero raccontati con la formula “ho avuto un’idea, che ne dici se facessi….” non avrebbero l’impatto positivo e interessante che hanno ora, ma ci lascerebbero probabilmente perplessi.

In alcuni casi si arriva a considerare un po’ folli certe idee, eppure avere nello staff una persona che ha la capacità di guardare il mondo in modo totalmente diverso dalla maggior parte delle persone, è un valore inestimabile.

Arriverei ad azzardare di più: se sei piccolo e hai tre o quattro dipendenti no, ma se puoi permetterti di pagare una persona solo per guardare dalla finestra, allora assumi un soggetto totalmente fuori dagli schemi. Poi magari non gli fai fare il contabile anche se si era presentato per quello, ma sfrutti la sua indole facendogli guardare qualunque cosa avvenga all’interno della tua organizzazione.

Perché uno così riesce trovare facilmente un modo per velocizzare la produzione o inventarsi un modo di comunicare al cliente del tutto nuovo e originale. Riesce a vedere come sfruttare qualcosa che magari non stai usando o come rendere più leggero un lavoro ripetitivo.

Poi però fallo realizzare ad altri: il creativo puro è uno che genera idee che vanno filtrate da tecnici e da gente con i piedi ben piantati a terra o rischi che ti rivoluzioni l’azienda mandando in crisi chi sta lavorando benissimo.

Recentemente ho avuto il piacere di conoscere due donne che sui social si vedono poco, ma che sono la colonna portante di un progetto costruito da un’idea creativa, ma che senza il loro apporto non avrebbe superato i primi 6 mesi.  Una di loro, Romina Luppi, è la tipica persona talmente pratica e con i piedi ben piantati, che riesce a vedere l’eventuale ostacolo già quando le dici le prime 3 parole della tua idea. Questo è un grande vantaggio: conoscere prima i problemi ti perette di modificare con la creatività tutti quei dettagli che altrimenti farebbero naufragare un progetto.

L’altra è Benedetta Consorti: un tecnico con l’indole del team orientato all’obiettivo. La sua caratteristica vincente è avere una visone reale ma a 360 gradi del campo di gioco e la capacità di lavorare per obiettivi.  Ciò le permette di sapere quando fermare quel rimbalzo tra idea creativa e problema da risolvere, tirare le fila e muoversi nella giusta direzione.

Senza due soggetti del genere il creativo non funziona, ma senza una mente elastica e in grado di vedere in modo nuovo, un’azienda muore.

L’innovazione, se filtrata a dovere porta sempre a risultati incredibili.

Prendi il soggetto creativo e dagli carta bianca senza filtrarlo e andrai incontro ad un sicuro fallimento.

Detto questo la mia domanda per te è: ma tu quale delle tre caratteristiche hai più sviluppata? E cosa ti serve per decollare nel tuo lavoro?

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4 pensieri su “Prospettive

  1. Un vero onore essere citato per la seconda volta nelle tue pagine caro Andrea! 😉

    Ovviamente mi trovo d’accordo su tutto, è una cosa però che non tutti vedono bene… Il mio ex capo per esempio ha sempre frenato me è un mio collega (lui molto più avanti di me creativamente ma meno produttivo) perché aveva un po’ “paura” di pensare fuori dagli schemi! Il risultato è stato che entrambi ora lavoriamo per conto proprio e lui ha dimezzato il personale e quasi chiuso l’azienda…

    Spesso mi scontro con chi è simile al mio ex capo… Per fortuna ora posso decidere di non seguire queste persone o per lo meno far notare loro che non sempre la visione “solita” delle cose è quella migliore…
    Ultimamente invece sto trovando sempre più clienti e collaboratori che hanno una visione più aperta e anche se magari non hanno direttamente quel pizzico di creatività necessaria delegano a me (o ad altri) i compiti che richiedono una prospettiva differente da quella consueta. È confortante 🙂

    Devo ritagliarmi il tempo per raccontarti della mia piccola Gaya, uno spettacolo di bimba che ha fatto “rallentare” un po’ la mia evoluzione professionale ma che letteralmente “a piccoli passi” sta donando a me e Valentina tanta tantissima gioia! 🙂

    Grazie mille, forse non lo sai ma… Tu mi citi e io mi bullo della tua citazione con tutti quelli che conosco 😀 ahahah
    A presto!

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  2. Io sono molto più “Benedetta”. Ma proprio l’anno scorso mi sono portato in azienda un ragazzo che ha la visione imprenditoriale, cosa di cui l’azienda (e io per primo) aveva bisogno. La sua creatività con la mia (forse eccessiva) razionalità: spero che sia un bel mix per ottenere risultati. Ed è sicuramente un buon modo per mettere sul tavolo prospettive differenti.

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    • Una questione di equilibri sempre in tutto Stefano. Certo il tuo ruolo è durissimo: sei tu che poi la notte quando chiudi gli occhi devi prendere la decisione finale e tutti sappiamo che ogni scelta porta sempre con sé vantaggi e svantaggi. Certo avere chi ragiona in modo differente da noi ci aiuta quantomeno ad avere una prospettiva più ampia e a valutare meglio con più dati a disposizione. E poi c’è quel pizzico di istinto. Sono sicuro che tu abbia fatto una buona scelta che vi porterà presto ottimi risultati. Grazie di essere passato Stefano.

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