Dal mulino al web: il bambino dal pensiero laterale.

mulino moroni

C’era una volta un bambino che viveva in un mulino. Il mulino della foto. Ed è ancora suo. Lui amava lo sport, tutto. E la musica. E un giorno decise di giocare a pallone a livello agonistico. Ma sai, o sei bravo in porta o sei bravo in attacco, perché a lui piacevano le cose da protagonista. E poi non gli piaceva perdere, né schierarsi e allora dopo averci riflettuto un po’ trovò la soluzione per essere protagonista in ogni partita: faccio l’arbitro. E lo fa ancora. Senza essere tifoso di nessuno.

Sai lui amava soprattutto stare in mezzo alla gente, e correre e ridere. Ma c’era una cosa che lo limitava: il piccolo soffre di una particolare forma epilettica chiamata Epilessia Fotosensibile che nei casi più gravi può portare ad una perdita di coscienza.

Ma ti pare che uno così si possa dare per vinto? Ma nemmeno un po’ e con impegno degno di un maratoneta cambia il modo di vedere il mondo. Sa che ha delle regole da seguire e vi si attiene senza sgarrare. Difficile che un bambino si metta in testa che deve seguire delle regole, ma lui è uno che per indole non molla mai.

Poi cresce, incontra la musica mentre aiuta nel negozio del padre, e ci gioca. Gioca a fare lo speaker radiofonico mentre impara le regole del commercio. Si sa, si impara per imitazione e la spiccata intelligenza, unita alla curiosità fanno il resto fino a quando un giorno scopre che esistono delle macchine chiamate computer, e una cosa cosa chiamata web. E ci pensa. E così, appena adolescente crea il suo primo sito internet. Mettendo insieme la rete con la radio, perché un po’ la voglia di fare lo speaker (il primo amore non si scorda mai) un po’ la voglia di innovare e lui si mette in gioco. Crea un portale di condivisioni e recensioni musicali, in poco tempo raggiunge livelli di traffico da far morire di invidia i sedicenti esperti di oggi, ma un po’ l’età, un po’ la poca esperienza, non riesce a monetizzare il traffico.

Pensi che uno così possa mollare?

Ma dai!

Lavora un per qualche tempo nel mondo dell’intrattenimento, frequenta le radio e le web agency e, ma guarda un po’, ecco che arriva ancora la sua dote di pensare in modo diverso. In fondo si dice che gli innovatori vedono quello che altri non riescono a vedere, no?

E lui ha un’intuizione: nelle agenzie sul web manca la parte ludica, l’effetto wow, l’entusiasmo… l’intrattenimento.

E mette insieme le sue passioni: radio e web. Nasce una web radio, dal nulla, tutto da solo si rimbocca le maniche e si dà da fare.

In 4 anni trasforma un’intuizione in una realtà strutturata e florida. Altro che start up che nascono e muoiono in meno di 12 mesi, con magari alle spalle finanziamenti da milioni.

Lui comincia ad acquistare tecnologia e assumere. Oggi è una realtà il cui core business è sì incentrato sul Digital Marketing, ma con qualcosa in più: formazione e intrattenimento.

E così crea un ambiente lavorativo dove la motivazione e l’entusiasmo per i nuovi progetti uniti all’attenzione nel portare il cliente ad essere preparato e indipendente, fanno la vera differenza sul mercato.

Il suo e quello dei clienti.

Io con Mario (ah non ti avevo detto che si chiama Mario? ) ho avuto poche occasioni di scambiare opinioni e ti posso dire che è fantastico.

Quando lo incontri per la prima volta ti sembra di aver a che fare con Gordon Gekko (ma più simpatico) poi in pochi minuti scopri che hai di fronte un mix tra la capacità di visione di Steve Jobs e l’affabilità e gentilezza di un uomo d’altri tempi.

Oggi, ha una nuova idea: passare dal virtuale al reale dando tangibilità fisica alla sua azienda.

Ah, la società si chiama OkNetwork e ora ha una nuova sede, ma ti invito ad approfondire con un click qui sopra.

Per usare le sue  parole “una casa più grande e accogliente con spazi all’aperto per lavorare sotto il sole e ampie sale per dare libero sfogo alla creatività”.

Loro puntano a diventare un riferimento per il territorio e le PMI dell’Hiterland milanese. E viste le premesse direi che ci stanno riuscendo alla grande.

Ora forse ti chiedi perché ti ho parlato di Mario. Perché è uno che nonostante la crisi, le difficoltà, il mercato che sembra ormai saturo, ha creato dal nulla e senza l’aiuto di nessuno una società che funziona, cresce e fa crescere chi entra in contatto con il suo business.

E insomma, si dice che se fai gli stessi passi, nello stesso modo e nella stessa direzione, otterrai gli stessi risultati. Quindi magari un giro da Mario per rubargli il segreto del successo può esserti utile, non credi?

Peraltro lui è una delle persone più disponibili che abbia mai incontrato ed è un ottimo esempio di cosa significhino determinazione e competenze ben indirizzate.

Io un pensiero ce lo farei al tuo posto, a meno che tu non voglia evitare di crescere e prosperare col tuo lavoro.

 

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