The Challenge

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Qual è la sfida più difficile che hai affrontato?

Sai a volte non ci pensiamo, ma quelli che hanno il coraggio di mettersi in gioco e assumersi totalmente la responsabilità della propria vita hanno sempre una marcia in più. E sono persone straordinarie che lottano con le tempeste e si reinventano giorno per giorno.

Lo sai come nasce questa forza dirompente?

C’è un momento nel quale sei stanco. Quello che vivi ti va stretto come un abito di tre misure più piccolo.

Manca l’aria, manca voglia, mordente, ti svegli una mattina e ti guardi allo specchio scoprendo che hai gli angoli della bocca in giù.

Allora magari ti fai la domanda “ma sono felice?” e la risposta è inesorabilmente “mah, mi basterebbe un po’ di serenità”.

Un momento in cui l’idea di passare 8 ore al giorno chiuso in un ufficio a lavorare per qualcuno che non sai nemmeno chi sia, stare ore nel traffico per arrivarci in quell’ufficio e per tornare a casa, mangiare qualcosa di scadente al volo in una pausa di un’ora, non quando hai fame, ma quando qualcuno ha deciso che puoi fare una pausa.

Scegliere le tue vacanze in base a quello che fanno i tuoi colleghi e trovarti a chiedere il permesso anche per andare al tuo matrimonio, diventa insopportabile.

Quel momento in cui apri gli occhi una mattina e decidi che vuoi cambiare. Quel momento in cui diventi consapevole che stai vivendo la vita di qualcun altro e hai il fuoco dentro che ti brucia nelle vene. Magia. Come un palpito in gola e in un solo minuto scegli di dire No a qualunque cosa ti venga offerta tranne il  meglio.

Il meglio per te è essere libero di scegliere con chi lavorare, di organizzarti l’agenda come preferisci, di assecondare le tue passioni, mettere a frutto le tue competenze e vivere delle tue capacità. E se non bastano andare a cercarti quello che vuoi.

Sai servono determinazione, un pizzico di incoscienza e altre cosette che ho descritto qui, in un invito a cena.

Certo c’è una differenza sostanziale tra chi questa scelta la fa a vent’anni e chi la fa a quaranta. Cambiano l’energia, i tempi di recupero e la visione del mondo.

A venti puoi dormire una notte in spiaggia e partire più all’avventura che alla ricerca di una sicurezza. A quaranta è più complicato: devi dormire di più, hai bisogno di un letto e hai bisogno di parametri certi. Ma se nel primo caso hai dalla tua resistenza e velocità, nel secondo hai esperienza e competenze.

Lo puoi fare sempre, solo in modo differente, ma sta a te decidere se vuoi alimentare quel fuoco che ti brucia nelle vene o sederti aspettando che tutto sia pronto e perfetto. E allora quel momento in cui sarai padrone della tua vita non arriverà mai.

Mettersi a fare da soli è anche essere pronti a vedersi sbattere porte in faccia, sentirsi dare dei matti da chi non ha avuto il coraggio di fare. Da quelli che si lamentano della pioggia in agosto, del traffico e del capo cattivo.

Insomma tutte quelle persone che in qualche modo hanno deciso di sedersi e smettere di pensare, quelli che invecchiano precocemente e spengono il cervello, tanto c’è qualcuno che pensa per loro.

E smettono di sognare.

Ma poi ci sei tu che ogni giorno studi una cosa nuova, ti aggiorni, sorridi alle tempeste e ti dai da fare perché hai scelto di vivere una vita che sia la tua, nel bene e nel male, conscio che non c’è nulla di facile, che nessuno ti regala niente che quando avrai successo tutti quelli che ti criticavano diventeranno invidiosi e imputeranno i tuoi risultati alla fortuna.

E ogni mattina davanti allo specchio vedrai la voglia di fare cose nuove con lo spirito di un ventenne. Ci vorrà del tempo, lo sai. Ci saranno rospi da ingoiare e momenti nei quali ti chiederai quale direzione prendere. Dovrai inventarti ogni minuto, avrai bisogno di una spinta da fuori, qualche volta, e da dentro molte altre.

Ma sai che c’è? Che quando sei con i tuoi amici per un caffè, o a quelle cene con i parenti per le feste comandate o anche su un treno o in mezzo al traffico, sei tra i pochi a sorridere. Questo non ha prezzo.

Quindi a te che hai avuto il coraggio di dire “basta” chiudere le porte alla multinazionale che ti garantiva un’entrata ogni mese io dedico una sola parola: chapeau!

Con l’augurio che tu possa affrontare ogni giorno con lo spirito che vince ogni battaglia.

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3 pensieri su “The Challenge

  1. “ogni giorno studi una cosa nuova, ti aggiorni, sorridi alle tempeste e ti dai da fare perché hai scelto di vivere una vita che sia la tua, nel bene e nel male, conscio che non c’è nulla di facile, che nessuno ti regala niente”… Mi guardavo allo specchio e non mi “trovavo” più… Volevo LA MIA VITA, quella per cui sono nata!, sentivo che il mio potenziale era più che inespresso, soffocato. Ti prendono per folle se lasci il posto “d’oro”, ma cos’ha davvero valore? Ha valore ciò a cui appartengo, ed io appartengo ai miei sogni, che sono “le braci” della mia esistenza, il messaggio che voglio lasciare su questa Terra. Scopri che si impara a “sorridere alle tempeste”, è così che si superano i propri limiti e si scopre di esser migliori di quanto volevano farti credere! Sfide! La vita è una sfida, un’avventura alla ricerca del sé… “Per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto” (cit. Da “L’attimo fuggente”). Grazie Andrea! Bellissimo post!

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    • “Mi guardavo allo specchio e non mi trovavo più” hai colto in pieno il punto Angela: quando si comincia ad entrare in un ingranaggio che è molto simile a quello raccontato in “Tempi Moderni” ma infinitamente più subdolo perché difficilmente ci si accorge che stiamo solo premendo un bottone, allora cominci a essere un numero invece che una persona e non ti riconosci più. (PS: grazie)

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