Il violino rotto

il violino rotto

Novembre 1995 – New York – Lincoln Center
Il celebre violinista Itzhak Perlman si appresta a tenere un concerto davanti a centinaia di persone.
Lentamente, con l’aiuto di una stampella attraversa il palco, si accomoda su una sedia, depone la stampella e toglie il tutore dalla gamba che stenderà come sua baitudine.
Quindi prende il violino, lo sistema a dovere sotto al mento, impugna l’arco e fa cenno al direttore d’orchestra di dare inizio.
L’orchestra è un accompagnamento al suo esibirsi da solista. Un sottofondo.
Egli comincia a suonare, gli astanti in silenzio sentono le note perfette uscire dal piccolo strumento, quando, dopo qualche minuto dall’inizio dell’esecuzione si rompe una delle quattro corde del violino.
Il direttore d’orchestra ferma i musicisti. In sala cala una sorta di imbarazzo.
L’unica soluzione possibile sarebbe che Perlman indossase di nuovo il tutore, e con l’aiuto della stampella tornasse dietro le quinte per cambiare e accordare la corda rotto.
Poi tornare sul palco e ricominciare tutto dall’inizio: tutti i professionisti e gli appassionati sanno che nn è possibile eseguire un’opera per violino con sole tre corde.
Perlman fa un lungo respiro, guarda dritto negli occhi il direttore d’orchestra e ordina di ripartire immediatamente.
E avviene la magia: nelle ore successive a quell’istante, Perlman scompone e ricompone nella sua testa il brano e lo riproduce con sole tre corde in modo talmente magistrale e magico da lasciare gli astanti senza fiato.
Al termine dell’esecuzione è un’ovazione: il pubblico si spella le mani in piedi, i professionisti in sala sono senza parole.

 

Alle volte succede che ti trovi con una corda rotta. Con qualcosa di indispensabile che ti manca, magari per il lavoro, magari per la vita privata.
Mai provato ad essere davanti ad un cliente e sapere che per fare il tuo lavoro ti servirebbe essere in un’altra città? Eppure con la rete puoi acquisire tutte quelle informazione e tagliare le distanze in modo tale da poer sopperire a tale mancanza, purchè tu lo faccia rivoluzionando tutto il sistema usato fino a quel momento.
O magari ti è capitato di innamorarti di una persona per la quale non hai tutto quanto cerca in un partner. Ma sai quali sono i tuoi punti di forza e puoi sopperire così bene che se riesci a trasformare in arte le tue azioni, arriverai comunque a sposarla (che sarebbe il meno) ma soprattutto a renderla felice e non farle rimpiangere la scelta fatta.
Sta tutto nel trovare dentro di te quella scintilla di talento che hai e applicarlo senza riserve a quello che stai facendo.
Ciò che fece Perlman quel giorno non è una cosa che si impara con anni di studio ed esercizio, ma è la capacità di applicare il proprio talento a una situazione inaspettata e alla luce dell’esperienza, impossibile.
Impossibile, se non ci metti il cuore.
Non importa cosa dicono gli altri. Mettici il cuore.

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Un pensiero su “Il violino rotto

  1. Spesso invece ci soffermiamo a guardare la corda rotta e, non potendo aggiustarla subito, rimaniamo paralizzati nella nostra mancanza. È proprio il cambio di sguardo che permette di suonare una buona melodia con le corde che abbiamo. E ci renderà migliori quando o se aggiusteremo quella rotta.

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