Mai detto “ti amo”

Io non dico ti amo

Mai detto “ti amo” … senza pensarlo.

Ma soprattutto mai detto “ti amo” per riceverne un beneficio, o per sentirmi dire la stessa cosa.
Se ami, ami e basta.
Ecco la stessa cosa accade con la rete: non metto un “mi piace” se non lo penso davvero, né condivido un post o commento su un blog, se non penso di aver qualcosa da dire, ma soprattutto non lo faccio nella speranza di ricevere lo stesso trattamento.
E qui si apre un mondo: il comment marketing, la cortesia, l’amicizia..
Ma non mi va.
Non ci riesco. Non è da me, mi vengono le convulsioni, cefalea, pirosi gastrica e poi mi vengono le bolle.
Se faccio qualcosa non lo faccio mai per riceverne qualcosa in cambio, lo faccio e basta.
E questo atteggiamento alla lunga paga.
Oh, alla fine ci guadagni qualcosa?
Sì, ma guarda un po’!
Paga, intanto perché cominci ad avere una selezione naturale tra chi ti condivide e ti commenta e ti interpella.

Quelli che cercano solo di farti sentire in obbligo visto che non ricambi il favore se ne vanno, e tu ti ritrovi con un discreto numero di persone che sono sinceramente interessate a quello che fai.
Una nicchia ben delineata e forte, che puoi fidelizzare più facilmente e con la quale puoi entrare in confidenza (non troppo eh!) ed essere ancora più efficace e preciso nel soddisfarne i desideri.
Puoi permetterti di fare domande per le quali riceverai risposte sincere. Nel bene e nel male.
Un bel gruppetto di persone che col tempo sapranno anche essere costruttivamente critiche, con le quali avere un confronto e che ti aiuteranno a crescere.
Lo so anch’io che i numeri si fanno in un altro modo, e so anche che spesso la quantità di commenti in fondo ad un articolo sono un indicatore di come funziona o non funziona un blog. Poi fanno piacere, sempre, tanto.
Ma sai che c’è? Che fa tanto piacere anche quando la gente ti viene a cercare, magari una persona che non sai nemmeno che legge ogni riga che scrivi da mesi e poi ti manda una splendida mail che ti fa sciogliere, o magari quando ti chiedono aiuto professionale proprio perché ti hanno letto.

Ma io non sono un supermercato che lavora sui numeri. La mia clientela la seleziono e con molta attenzione.

Questo mi permette di tenere i prezzi che voglio io e dare un servizio più accurato e personalizzato dedicando ad ogni persona il tempo che serve.
Quando dico “ti amo”, sono alle stelle se mi rispondi “anch’io ti amo”, ma non era quello lo scopo.
Lo stesso vale per il blog e la rete in genere. Quando scrivo lo faccio per dire qualcosa, che può piacere o meno, che posso ritrattare se mi convinci che non ho considerato qualcosa, potrei addirittura ribaltare la mia opinione se hai validi argomenti da portarmi in merito.
Lo faccio per dare a chi legge una carica in più, o per trasmettere qualcosa che conosco.
Non lo faccio per sentirmi dire bravo (che fa sempre piacere) o per avere necessariamente uno share (che fa ancora piacere tanto tanto). Lo faccio e basta, ma non mi sento obbligato a fare lo stesso con te.
Allo stesso modo non mi aspetto che se commento o condivido i contenuti di qualcuno, questi si senta in obbligo nei miei confronti. Se fai qualcosa, la fai perché ti va di farla o sarebbe come fare beneficenza solo per poter raccontare al mondo quanto si è caritatevoli (caritatevole è un termine che mi fa venire le bolle).
Io non faccio prestiti, ti risolvo un problema, se posso.
Non dico “ti amo” a caso per farti felice.
Se fai qualcosa la fai perché ti va di farla, punto.

 

Credits Photo  (non modificata)

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6 pensieri su “Mai detto “ti amo”

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