Hai Alzato lo Standard

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“Non hai un lavoro serio. Non si capisce cosa cavolo fai tutto il giorno davanti a uno schermo e quelle poche volte che non lo sei, allora hai in mano un telefono., un… un coso, lo… lo smartphone!

E poi non fai altro che foto stupide e dici un sacco di cretinate, perché lo sappiamo che scrivi cose strane, e nessuno capisce bene come sia questa storia, che alle volte vai in giro dai tuoi amici che si siedono tutti insieme e ti ascoltano, mentre parli di … di…. ma poi cos’è quella roba di cui parli?

Perché alla tua età dovresti trovarti un lavoro vero. Guarda tuo cugino che ha quel posto alle poste… e se tu facessi come lui poi avresti i tuoi bei 15 giorni a ferragosto e magari fra qualche anno ti compri pure una panda 4×4 e sei a posto. ”

Questo è più o meno quello che senti dalla generazione che ha avuto tutto, ma c’è anche di peggio sai? E sì perché poi c’è la concorrenza, quella che non ti perdona il successo.

” Tutta fuffa, sei tutta fuffa!”

“Magari ti fanno anche scrivere su un libro, magari ti fanno anche scrivere un libro tutto tuo! Fuffologi, Fuffologi e basta. ”

“Ma metti la testa a posto va’! Scendi sulla terra, vola basso… ”

Frasi sintetizzabili con il concetto seguente:

” non ti sopporto, ti odio perché sei felice, perché hai tempo per te, ti invidio bastardo!”

Sai su cosa mi concentrerei? Sull’assurdità di “ti odio perché sei felice

Lo sappiamo tutti che la vita è una corsa continua e la strada per il successo (qualunque cosa questa parola rappresenti per ciascuno di noi) è lunga, ma poi quando ci arrivi, o quando cominci ad avere un po’ di risultati dopo un lungo e faticoso lavoro, ecco che il mondo si divide in due:

  1. quelli che ti stimano
  2. la concorrenza che parla male di te.

A parte il fatto che non si può piacere a tutti (non tutti hanno buon gusto) la concorrenza parla male di te nel momento in cui hai alzato lo standard.

Quando cominci a trasformare in oro ogni tua azione, è perché hai studiato, ti sei formato, hai tentato, hai passato le notti a lavorare e soprattutto hai creduto in te stesso fino allo stremo e infine hai dato al mercato qualcosa che prima non c’era. Non così almeno e non sul tuo mercato.

Quando lo standard passa dal ferro all’oro e la concorrenza arranca, allora comincia a parlare male di te, perché non ha più altro per contrastarti se non la malafede.

E paradossalmente questo porterà la concorrenza ad avere sempre meno forza sul mercato.

Un po’ perché ogni buon venditore sa che un’ottima tecnica di vendita è parlare bene degli altri, un po’ perché concentrandosi su di te e non sui propri clienti, il risultato sarà una pessima qualità del lavoro svolto, nessuna innovazione e si troverà sempre ad inseguire.

La parte più divertente è che tu puoi sempre continuare ad essere te stesso, a raccogliere soddisfazioni e soprattutto augurare alle malelingue tutto il bene possibile.

Ti odieranno lo stesso, ma poi a chi viene il mal di fegato? Appunto: a loro. Tu continuerai ad essere felice.

Quindi continua sulla strada che ti sei scelto, continua a metterci impegno a formarti, a studiare e a lavorare come hai sempre fatto, continua ad essere indipendente e non dover dire grazie a nessuno, a scegliere i tuoi orari, i tuoi clienti e i tuoi prezzi, a fare di te stesso un brand forte e fare della tua vita quello che vuoi tu.

In fondo è la tua, non la loro.

 

 

 

 

 

 

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20 pensieri su “Hai Alzato lo Standard

  1. Qualche tempo fa ho scritto sul mio blog un articolo intitolato “L’anima anticonformista dello scrittore” nel quale citavo il romanzo “L’enigma del solitario” di Jostein Gardner. Il Jolly, l’unico ad ergersi sopra la massa con il suo strano cappello, era additato da tutti e considerato un outsider. La vita dei mediocri è questa: se ti ergi dalla massa, cercano di distruggerti. Scagliarsi contro ciò che non si riesce ad accettare e capire è lo strumento in mano a chi ha paura del cambiamento. Io non sono cattolica, ma la crocifissione di Gesù rappresenta il primo esempio di questa tendenza storica…

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    • Sai Chiara, a volte penso che non sia proprio paura del cambiamento, ma solo invidia. Altre anche peggio: il successo spesso viene vissuto dai mediocri come la dimostrazione della loro mediocrità e toglie loro gli alibi per non aver fatto.

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  2. Se cerchi di spiegare alla gente che dovrebbero cercare di essere felici ti rispondono o che sei un sognatore con la testa fra le nuvole, o che sei un egoista perchè giudichi la vita degli altri che invece hanno tanti impegni e non si possono preoccupare anche di cambiare il modo.
    Adesso dico a chiunque legge come la penso: cambiare il mondo ed essere felici non è un lusso, è un DOVERE verso la società e verso l’umanità. Se non lo fai.. sei egoista.

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  3. Parole sante. Parole sante.
    Non so se sia peggio ascoltate l’opinione della vecchia generazione o quella della concorrenza.
    Forse meglio non ascoltare nessuno e – come scrivi tu – continuare ad essere se stessi. Sempre 🙂

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      • Gloria è Gloria: o bianco o nero 🙂 ! Scherzi a parte, tu Gloria sai bene di cosa parlo e quanto ascoltare troppo gli altri diventi un limite ai nostri sogni e quindi alle nostre performance. Curiosa questa cosa, che chi ci è più vicino di solito invece che spronarci a dare il meglio tenda a far di tutto per scoraggiarci.

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    • Forse Manuela, peggio ascoltare la concorrenza: dalla vecchia generazione c’è sempre qualche buon insegnamento di cui fare tesoro. Magari vanno filtrate le parole e i consigli con una lente più moderna, ma la saggezza che si acquisisce con gli anni è sempre una risorsa notevole.

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  4. Ecco il lato negativo, la faccia oscura dell’Invidia, il veleno astioso di chi ha paura.
    Allora, da Mida benevoli, cerchiamo di trasformare in oro la nostra passione e di tradurre in pozioni toniche gli sputi tossici di chi vuol male, per primo a se stesso.
    Perché rimango convinta, anche ora come da giovane, forse con maggiore fermezza, che chi manifesta odio e malevolenza nei confronti di persone che sono felici, abbia in odio la propria (voluta) incapacità di raggiungere un equilibrio e stabilire obiettivi realistici e ambiziosi per giungere alla tanto agognata Felicità.
    Che siano benedetti e trovino il loro sentiero dorato 🙂

    Grazie Andrea per i mattoncini d’oro che mi fai trovare!

    Emma

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  5. Alla fine il principio è sempre lo stesso: fissare una meta e raggiungerla. Prendere ad esempio il mulo, camminare e via.

    Le volte che ne discuto con amici e collaboratori che tirano fuori sempre variabili e scuse… Grazie Andre, mi hai appena dato un altro esempio da sfruttare 😉

    PS: dai un occhio al link del video perché non funziona 🙂

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  6. Adoro questo post, penso che lo stamperò e lo attaccherò per tutta casa, sarebbe un buono spreco di carta.
    “hai dato al mercato qualcosa che prima non c’era. Non così almeno e non sul tuo mercato.” poi è la frase chiave.

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