Guarda oltre l’orizzonte

Ignora le congiunture e sfrutta te stesso

 

Quando ero bambino passavo i fine settimana in una grande casa sulle rive di un lago, circondato da tutta la famiglia: zii, genitori e nonni. E c’era anche la governante, una signora gentile e amorevole con me, ma con polso di ferro con i domestici.

La ricordo dare disposizioni e controllare ogni più piccolo dettaglio.

E ricordo la mia nonna, un’artista con la sua prospettiva diversa sul mondo e mio nonno che era un medico straordinario.

Ricordo uno zio che sapientemente trasmetteva l’amore per la lettura e riusciva a farmi prendere decisioni e assumere comportamenti in un modo così sottile da risultare quasi una magia.

Ricordo la capacità di mio padre nel leggere le persone e nel creare intorno a sé “connessioni” con appartenenti ad ogni ceto sociale.

Ricordo tante cose. Vagamente, perchè il ricordo più vivido fu vedere tutti loro scomparire uno alla volta prima che potessi tirar fuori la testa dal guscio.

E ricordo bene come cambiò rapidamente il tenore di vita a cui mi ero abituato nei primi anni.

Ma furono tutte persone che seppur per un brevissimo periodo, riuscirono a lasciare in me un’impronta indelebile e profonda.

Quando crescendo ho dovuto, come tutti, pensare a me stesso e bastarmi, lentamente cominciarono ad uscire dalla mia memoria tutte quelle caratteristiche che avevo potuto vedere in tenera età.

Allora non le comprendevo, ma in età più adulta ogni più piccola sfumatura dei miei ricordi si trasformò in una competenza o in una capacità, che risultarono determinanti.

E fu così che imitando la governante imparai a prestare attenzione ai dettagli e mescolando questa attenzione all’indole della nonna di guardare le cose da più prospettive e cercare in esse il nuovo e l’inaspettato, scelsi tanto tempo fa di considerare il mondo e non solo la mia città come un campo di gioco.

Smisi molto presto di dare un limite al “posto di lavoro” scegliendo di essere libero di andare dove il cliente avesse bisogno e sfruttando quanto imparato dal mio papà, riuscivo a crearmi amicizie ovunque, così da non sentirmi mai troppo solo.

Insomma, cominciai a vivere in viaggio.

Non sempre è piacevole, ci sono giorni in cui sei davvero stanco, ma questo capita anche a chi lavora nella banca sotto casa.

Insomma mi sono guardato dentro e poi mi sono guardato intorno, cercando di guardare molto lontano, oltre l’orizzonte, e ho scoperto che la multinazionale non è così irraggiungibile, e che nel mondo c’è sempre qualcuno che ha bisogno di te.

Ho scoperto che se vuoi una vita migliore di quella che il destino sembra voglia riservarti, spesso ce la fai.

Ho scoperto che crisi economica e sf..ortune varie anche se ti mettono in ginocchio nulla possono quando sei determinato a raggiungere i tuoi obiettivi.

Ho cominciato a rispondere “perché no?” a chi mi diceva che non si potesse fare e ho sviluppato uno spirito che mi fa rialzare da ogni caduta, perché come disse Shakespeare

Succeda quel che succeda, i giorni brutti passano, come tutti gli altri”.

Ho scoperto quanto sia divertente fare quello che la gente ti dice sia impossibile fare e ho smesso di accettare qualunque cosa mi fosse offerta tranne il meglio a cui potessi aspirare in quel momento.

Sacrifici tanti, fatica anche di più. Ma questo vale per ogni lavoro, per ogni stile di vita.

Oggi anch’io risento della situazione internazionale, ma continuo a guardare avanti e a cercare opportunità che mi consentano di stare in piedi.

La migliore scelta che abbia fatto è stata il guardare fuori dai confini e non porre mai limiti a quanto avrei potuto fare, e il più grande segreto che posso rivelarti è “credi in te stesso”.

Quando hai il fuoco dentro, magari va male una volta, due, tre, ma fino a che arde niente può fermarti, diventa solo una questione di tempo.

Se posso io, puoi anche tu.

Devi solo guardarti dentro e decidere che vuoi di più, magari anche sognando in grande, (ma parti in piccolo), controlla ogni dettaglio, assumi più prospettive possibili, scriviti un piano d’azione, buttalo e poi ricomincia da capo.

Non sarà né la prima, né la seconda idea quella giusta, ma è altamente probabile che lo sarà la terza.

Poi mettici il cuore, il respiro, la voglia di arrivare, e qualunque altra cosa che sia parte di te, ed è lì che farai un salto.

E se ti mancano delle competenze guardati intorno: c’è sempre qualcuno a cui puoi dare una mano con le tue capacità e da cui apprendere quanto ti manca.

Poi dipende tutto da te: la fortuna te la crei.

Ti faccio una domanda: tu quanto lontano guardi nel proporti al mercato?

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7 pensieri su “Guarda oltre l’orizzonte

  1. Sì, anche io mi sono commossa.
    Perché sei diretto e lapidario.
    Scrivi di verità universali che proviamo (le mie innumerevoli Emme e io) a seppellire sotto palate di scuse.
    Per paura. Paura di cosa mi domando?
    Paura, terrore di sbagliare.

    Allora arrivi tu e spalanchi l’abisso diradando le volute di paura e permettendo alla mente di vedere.
    Finalmente.

    Grazie come sempre Andrea!

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    • La paura rafforza il coraggio o la viltà, sta poi a noi scegliere come vivere. – Verità universali non è un po’ troppo per me? Scrivo solo di cose che vivo o che ho vissuto, se poi queste aiutano qualcuno ad avere una prospettiva diversa sulle cose e più funzionale alle proprie esigenze allora ne sono più che felice, Emma,… con due emme 😉

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