Invidia: una risorsa nascosta.

Il valore dell'invidia

 

Ti ho parlato del “lato positivo” della Superbia, vuoi che mi dimentichi dell’invidia?

Invidia! Pare sia simile al dolore fisico, considerata sgradevole per chi la prova e per chi la subisce, un sentimento da nascondere, riprovevole e di cui aver vergogna.

E poi giusto per far capire bene quanto sia cosa negativa la saggezza popolare ha coniato l’espressione “verde d’invida”!

A parte il fatto che a me gli occhi verdi piacciono un sacco (cosa c’entra? niente a parte il colore, ma ci tenevo a dirlo), l’invidia in effetti ha una parte positiva, soprattutto se si tratta di affari.

Come saprai, tale sentimento si sviluppa nel momento in cui si ravvisa in qualcuno quanto vorremmo avere noi, e si sviluppa nei casi più gravi con il tentativo di distruggere tanto i risultati, quanto la persona stessa che la subisce… nei casi più gravi.

Ma se siamo persone sane ed equilibrate non arriveremo a tanto, fermandoci spesso alle primissime fasi, riassumibili nel pensiero “eh cavolo anch’io voglio xyz, perché lui si e io no?”

Ecco l’ultima parte del pensiero è di una potenza incredibile: “perché lui si e io no?”

E qui parte la forza motivante per raggiungere e superare gli stessi traguardi.

Parliamo di un evento con risonanza mondiale: la Formula 1.

La Ferrari è il brand nell’automotive, più conosciuto, ammirato e desiderato al mondo. Ed è tra le scuderie che hanno vinto di più in assoluto nelle gare automobilistiche. Nello specifico (la Formula 1) è anche l’unica squadra ad aver preso parte a tutte le edizioni, dalla prima del 1950 fino ad oggi. Ecco perché è considerata da qualunque altro costruttore la pietra di paragone, ed ecco perché tutti gli altri costruttori a turno negli anni provano a sfidarla con alterne fortune proprio nella massima espressione automobilistica.

Ogni amministratore delegato che si occupi di costruire automobili, invidia un po’ la posizione della Ferrari ed è da questa invidia che nasce la voglia di sfidarla, soprattutto perché battere anche solo una volta la “rossa” è riuscire a brillare un po’ di luce riflessa ed è interesse della “rossa” stessa avere tanti sfidanti di alto livello (il cui valore si misura da quante volte riescono a starle davanti) proprio per ribadire e rinforzare la propria posizione dominante.

L’invidia insomma, se presa con misura ed a piccole dosi diventa importante sprone a fare meglio per chi la sta provando e ottimo veicolo per aumentare la forza del proprio brand per chi la sta subendo.

Ho scritto anche su Lussuria e Accidia… 😉

 

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12 thoughts on “Invidia: una risorsa nascosta.

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  3. Ah sì, Chiara: in modo molto bonario. Ma sai come sono nati questi pezzi? Da una “quasi” scommessa sul riuscire a scriverne in modo positivo. – Certo l’invidia pura è una cosa terribile, per chi la prova e per chi la subisce.

  4. In questo articolo evidenzi una forma di invidia piuttosto bonaria, che forse può essere considerata ammirazione. Si tratta di un atteggiamento a mio avviso sano e positivo in quanto muove spinge all’automiglioramento. Gli invidiosi puri, invece, viaggiano con il coltello fra i denti e l’obiettivo di calpestare il tuo cadavere. Non pensano a migliorarsi, perché si sentono già perfetti. Quindi cercano di affossare i potenziali rivali.

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  7. Fantastico Eli: da persona sana ed equilibrata hai preso il meglio del sentimento, non gli hai dato corda e ‘hai trasformato in una forza motivante per te stessa! E sì, spesso le persone che suscitano in noi una punta di invidia, possono essere complementari ai nostri obiettivi, e viceversa 🙂

  8. Mi è proprio successo l’altro giorno: perchè lei sì e io no? Uffa!!
    E così mi sono posta l’obiettivo. Non di raggiungere ciò che ha raggiunto lei, ma di riuscire ad arrivare dove vorrei io. Perchè, ripendandoci, io non vorrei fare ciò che fatto: vorrei raggiungere ciò che sento dentro da tanto, che da lei mi distingue. Forse, potremmo completarci, il mio e il suo obiettivo. Perchè no?

  9. La caratteristica propria dell’Invidia sta nel livore che si prova nei confronti della persona che è o ha quello che vorremmo anche noi che la guardiamo bieche. Questo aspetto becero e a mio avviso controproducente scompare nella tua rivisitazione.
    Hai filtrato il concetto fino a farne restare soltanto le briciole di motivazione che accennano al sentiero da seguire.
    Un po’ come un chirurgo estetico, hai dato un ritocco senza sbavature a questa parola dall’odore pungente e amaro.

    Emma

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