Innovazione e Pregiudizi

Innovazione e Pregiudizi

“Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività”. (Cit. Henry Laborit)

Sono pregiudizi. Su qualunque cosa: sul colore della pelle, sugli interessi culturali, sui gusti, sulla religione… una delle peggiori discriminazioni che ho visto è il pregiudizio finanziario, in entrambi i sensi.

“Quelli con i soldi sono tutti dei deficienti che puoi fregare quando vuoi”

“Quelli con i soldi sono tutti ladri”

“Quelli senza soldi sono sicuramente ladri che ti vogliono fregare”

“Quelli….” continuo?

Ma ci si può mettere qualunque categoria.

E noi, abbiamo un limite mostruoso dato dai pregiudizi che ci frena dal prosperare e dall’innovare. Si tratta di una sorta di presunta superiorità nei confronti dell’altro, dove per “altro” intendiamo qualunque cosa sia fuori dall’Italia.

E quindi i francesi sono mangiatori di formaggio un po’ effeminati, i tedeschi hanno la qualità ma sono antipatici e senza gusto, gli inglesi sono ….

Ecco, anche qui potrei continuare a lungo, vero?

Il punto è che le idee ci sono, e ci sono gusto, preparazione, voglia, e professionalità, ma se continui a stare in casa e guardare il pavimento, non funziona.

Se io prendessi 100 di voi e li chiudessi in una stanza per un anno, dicendovi “innovate”, sarebbe la più grande perdita di possibilità in cui costringerei la vostra intelligenza.

La creatività serve per innovare il modo di fare qualcosa, in effetti non importa cosa, l’innovazione in sé di un processo, di un prodotto o di un servizio, sono sempre una carta vincente.

Ma fino a che si resta a guardare un mercato che non esiste, il mercato interno, quando il campo di gioco è globale, allora diventa impossibile innovare.

Se sei davvero tanto bravo, allora vai a giocare sul campo globale. Vendi la tua testa sui mercati che richiedono quelle caratteristiche uniche (e non è un pregiudizio questo, ma un dato oggettivo) che sono proprie del creativo cresciuto nella penisola. Perché esiste un lato estetico nelle cose, anche astratte, che riesce a fare una grande differenza nei risultati e nella creatività di ogni individuo e la nostra grande fortuna è proprio l’essere cresciuti come individui prima ancora che come professionisti, in un paese dove ogni angolo, anche il più nascosto, nasconde un capolavoro.

Lo sono i nostri paesaggi che incantarono Byron, lo sono Dante e le rovine di Pompei, lo sono i nostri paesi e le nostre città. Perfino le fabbriche di fine ottocento sono in stile liberty.

La bellezza, nell’accezione più ampia del termine, la nostra cultura ed il nostro stile di vita, sono valori inestimabili che il mondo ci invidia, ma per farli fruttare, bisogna necessariamente spogliarci dei nostri pregiudizi sugli “altri” e andare a giocare là sul loro campo di gioco.

Ed è in quel momento che poi si vede chi vale davvero.

Fino a che si resta sul finto mercato delle panetterie di quartiere si ricava poco, si fa guerra dei poveri e non si innova.

Troppo facile dire che non c’è spazio, se non guardi fuori dalla finestra quanto spazio c’è.

Io non ho trovato un solo social manager sul mercato francese (per dirne uno) che valga la metà di chi ho trovato qui, ma in compenso non ho trovato un solo professionista del web sui mercati esteri che si lamentasse per la mancanza di lavoro.

In compenso ho trovato imprenditori che cercano risultati e creatività e innovazione, che non riescono a trovare.

Questione davvero di mettersi in gioco in modo diverso da come la cultura del posto fisso e i pregiudizi sul resto del mondo ci indicano.

Non è questione di essere furbi o ingenui, intelligenti o stupidi, ma proprio questione di uscire e vedere il resto del mondo con quali regole gioca. E quando si va su quei campi di gioco si scopre presto che le cose sono molto meglio di come appaiono da lontano.

 

 

 

 

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2 pensieri su “Innovazione e Pregiudizi

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