L’Alternativa

L'Alternativa

 

Si lo so, è dura. Anzi è durissima!

Lo so che è difficile essere sé stessi, perché tanto hai sempre il mondo contro.

Lo so che sembra impossibile scegliere liberamente, che siamo in un contesto complicato, un momento di passaggio e che niente e nessuno ti aveva preparato a questo mondo, a questo mercato e adesso non sai più nemmeno da che parte girarti.

E alla fine ci hai provato, la famigerata Partita Iva. Insomma ti dicevano che è un’altro mondo, che si guadagna tanto e si lavora poco. Si dai lo sanno tutti che il popolo della P.I. è fortunato e naviga nell’oro e non ha problemi.

Lo sanno tutti… quelli che non lo sanno com’è.

Amara sorpresa vero? Quelle cifre che ti sembravano mirabolanti, 100 euro l’ora, poi hai scoperto che sono lorde e tolte le spese e le tasse diventano 30 e che non sono otto ore pagate al giorno ma magari otto alla settimana. Che però ti tocca lavorare 16 ore al giorno e non esistono domeniche e festività. Che quando ti ammali nessuno ti versa lo stipendio, che quando vai in ferie nessuno ti versa lo stipendio e così invece di lavorare 11 mesi e percepirne 14 di stipendio, qui lavori 12 e se va bene, ma proprio bene, riesci anche a fare un ponte lungo una volta l’anno.

Forse le credenze popolari sono un pochino fuori dalla realtà, non credi?

Eppure…. ma si tu lo ricordi bene come guardavi con invidia o con ammirazione i freelance che conoscevi, perché loro erano sorridenti e sembravano felici, e magari un po’ lo erano anche. E poi li trovavi in giro a tutte le ore e non perdevano un aperitivo e…  cosa non quadra?

Non quadra che non sapevi quanto sia appagante al di là dei soldi, la differenza tra la tua vita e la vita che uno strano sistema vuol farti credere sia il meglio per te. E che l’imprinting te l’hanno dato da bambino e poi da adolescente.

“O sei un prodotto o sei un numero”

Il problema è che o fai parte di un ingranaggio e allora avrai la tua vita gestita da altri, che decideranno dove devi vivere, cosa puoi permetterti, a che ora ti devi alzare la mattina e quando puoi mangiare e se e quando avrai le ferie ed altre amenità simili, e allora sei un numero, niente altro che un numero, un pezzetto dell’ingranaggio di qualcuno e non avrai mai la sicurezza che ti raccontano né il controllo della tua vita. Niente piani per il futuro perché c’è qualche altra persona a decidere per te.

Oppure sei un prodotto. Sei uno che si vende sul mercato, che poi sia perché vendi un quadro o un servizio o commerci in stoffe, poco importa. Quello che acquistano sei tu, la tua personalità, la tua professionalità.

E allora puoi decidere dove cercarli i clienti (target) come far sapere loro che esisti (personal branding) come raccontargli la tua offerta (marketing) e dove e come venderlo il prodotto (capacità commerciale).

Puoi scegliere tu a che ora alzarti la mattina e dove fare le vacanze. Quanto lavorare e quanto no.

Tu sai bene che fare il freelance può essere il lavoro più facile e meno pagato o il più faticoso e più pagato. Ecco dipende tutto da qui, da quanta fatica sei disposto a fare e quando trovi il giusto equilibrio tra i due estremi, il TUO giusto equilibrio, significa che TU hai scelto anche cosa puoi permetterti e quale può essere il tuo tenore di vita.

E guarda un po’, hai anche scelto di decidere per il tuo futuro.

Si lo so, è una corsa ogni giorno, ma quando stacchi, quelle 3 ore che ti concedi per una pizza con gli amici, facci caso: a sorridere sei solo tu.

 

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2 pensieri su “L’Alternativa

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