Change

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Tu sei un freelance, lavori sul web, conosci il tuo mestiere e ci metti passione, impegno e tempo.

Anche tanto tempo per essere sempre aggiornato.

Tu lo sai che il tuo è un lavoro serio, importante, e sai anche di aver scelto un lavoro… nuovo.

Sì, un’attività che è agli albori, che prima non esisteva, non in questo modo, non con questi ritmi e con le competenze in più che sono richieste oggi.

Ma sai, è una cosa nuova e venderla è difficoltoso. Insomma difficoltoso più che altro è far capire il valore di quello che offri.

Spesso ti senti rispondere “abbiamo sempre fatto così”.

Se fai le stesse cose nello stesso modo, otterrai sempre… meno risultati” 

Come? Ma non dovrebbero essere sempre gli stessi?

E no, perché il mondo intorno cambia e lo fa sempre più rapidamente.

Cambiando le condizioni, tutto quello che andava bene prima, magari adesso non va tanto bene.

Hai sempre fatto così ed ha sempre funzionato, per anni. Ottimo. Meglio per te, ma se adesso la tua attività segna il passo, forse è cambiato qualcosa.

Spesso sento rispondere “è cambiato il mercato” . Appunto. Sono cambiate le condizioni esterne.

Oggi pretendere di esserci senza una vera e seria strategia che abbracci strumenti quali i social network, i blog, il sito aziendale e quant’altro (inutile che spiego proprio a te che ne hai fatto un lavoro) equivale a pretendere di lavorare senza un telefono.

Il mio bisnonno usava i piccioni viaggiatori e in azienda hanno sempre fatto così, per anni. E pensa, non avevano nemmeno l’elettricità fino al 1850, si arrangiavano con le candele. Ma sai, si è sempre fatto così.

Ecco è questo che devi far presente al tuo (potenziale) cliente: se la sua attività sta segnando il passo è proprio perché non sta sfruttando quanto la concorrenza utilizza. E magari già che sei lì puoi fargli vedere che la concorrenza non è propriamente il vicino, ma un imprenditore che sta a 5000 km.

Tu hai la rete, e la sai usare. Anche se il tuo interlocutore è un piccolo panificio, puoi mostrargli cosa fanno i suoi omologhi dall’altra parte del mondo.

Puoi cercare informazioni sul suo lavoro e quando devi spiegare che la pagina facebook non può essere gestita dall’amico del cugino del giornalaio che ha 17 anni, puoi farlo usando gli stessi termini tecnici che LUI utilizza nel suo lavoro. Non i tuoi, che tanto non li capisce e solitamente non gli interessano.

Il valore del tuo lavoro è palese solo a due condizioni: che comunichi nel modo giusto e che lo fai con le persone giuste.

Lo so anch’io che avere un apprezzamento sincero dalla concorrenza non ha prezzo, ma nemmeno ci mangi e immagino che anche tu debba pagarle le bollette.

Sai, io non conosco panettieri che passano la giornata a scambiarsi ricette con altri panettieri. Magari capita qualche volta, ma non è la regola. Non conosco panettieri che girano al largo dai clienti (il resto del mondo) e parlano solo di farina e forni e solo ed esclusivamente con colleghi.

Se vuoi venderla tutta la tua competenza, guarda fuori dal recinto e vai a prenderti il cliente, possibilmente dove ce ne sono tanti e con tanta voglia di investire. Tipo i mercati esteri.

Ma se proprio ci tieni a lavorare con i connazionali, lascia stare i tuoi colleghi: non compreranno da te, come tu non acquisterai da loro. Scegliti una nicchia e poi cacciala. Le armi le hai.

Lo so che finora hai sempre fatto le stesse cose, e infatti i risultati che hai sono quelli che sono e sai bene che tendono a diminuire con l’aumentare della concorrenza.

Lo so che tutti gli “esperti” della rete ti hanno sempre detto “segui quelli che fanno il tuo mestiere”.

Domanda: Quanti tra quelli che fanno il tuo mestiere acquistano da te?

Ecco, appunto. 😉

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4 pensieri su “Change

  1. Ciao Andrea,
    il senso del tuo articolo è chiaro. Bisogna cercare fuori dal recinto, è lì che si trova il successo, e con esso il benessere.
    Ma con chi fa il nostro mestiere è bello poter scambiare qualche opinione, imparare e crescere insieme.
    Il web 2.0 di buono ha portato anche questo, non trovi?
    Simone

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    • Sì Simone, il confronto è costruttivo, ed anche piacevole e la rete aiuta molto in questo. Il problema è che ve la raccontate troppo tra voi e il cliente non sa nemmeno della vostra esistenza e quando per caso vi trova, trova i nomi più in vista, e quando per caso ne trova qualche altro, non capisce di cosa parlate, perché leggendovi nel 90% dei casi si trovano informazioni scritte per addetti ai lavori. Io che faccio altro prima di riuscire a capirvi ci ho messo sei mesi. Poi resta bellissimo avere degli amici che ti comprendono, ma questo non fa mangiare e quello che faccio io è cercare di darvi l’indicazione su come riuscire a pagarle le bollette.

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      • 6 mesi dici? Anch’io il web lo vivo e imparo ogni giorno da chi ne sa più di me, ma non sono propriamente un lavoratore del web. Detto questo, sono d’accordo con te. In qualsiasi campo si operi, il gergo allontana il cliente: meglio lasciarlo online, altrimenti si rischia di far la figura degli alieni. E di non riuscire poi a pagar le bollette, appunto.
        Simone

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        • Io non lo sono proprio. Anzi, non sapevo nemmeno cosa fossero un blog o un social network. Sei mesi si, per capire di cosa parlano e per capire cosa davvero gli manca per fare i soldi. E per capire bene come riconoscere quelli col tocco magico.

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