Sai dove tira il vento?

Freelance, sai dove guardare?

Io Robot, vecchio film tratto dai romanzi di Asimov. Ci siamo? Quasi. Ci stiamo arrivando agli Ns5 (i robot umanoidi con un’intelligenza artificiale evoluta) che ci sostituiranno nei lavori più gravosi e meno gratificanti.

Bello? Brutto?

Non mi esprimo, ma ti invito a dare uno sguardo a questo articolo che mi è capitato di leggere qualche giorno fa (10 righe) e soprattutto alle sue immagini.

Sì, si tratta proprio di Robot che sostituiscono l’uomo, nello specifico sostituisco i camerieri per un ristorante, in… Cina.

E a me viene in mente che qualcuno questi automi dovrà pur costruirli. Non ti pare?

Ecco la fregatura è che costano proprio poco, funzionano (pare) benissimo e rubano posti di lavoro. Sì perché se con tre di queste macchine si potranno eliminare tre persone, le tre persone in questione non andranno a costruire queste macchine.

Al massimo (se va bene) si riuscirà a creare qualche decina di posti di lavoro a fronte di una perdita di cento.

Eppure questa è una notizia molto interessante e in qualche modo positiva.

Intanto la cosa accade in Cina, nazione dove notoriamente il costo del lavoro è particolarmente basso. Così basso da aver attratto le produzioni di tutto da tutto il mondo, generando una guerra dei prezzi al ribasso che ha messo in ginocchio il mondo occidentale.

Insomma il lavoro si è spostato dalla vecchia Europa e dal Nord America ai mercati emergenti.

Ma se oggi in Cina qualcuno comincia sentire il peso del costo del lavoro qualcosa non quadra. E allora mi sono un pochino informato e ho scoperto che oggi l’esigenza di tali mercati non è più creare lavoro ma stimolare il mercato interno, per garantire un livello di vita non solo accettabile, ma consono ai cittadini di un paese civile.

Per fare questo è necessario che vengano introdotte normative per la sicurezza sul lavoro, orari più umani, ambienti migliori e … stipendi più alti.

Stimolare il mercato interno significa mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori e dargli il tempo e la voglia di spenderli.

Quindi?

Quindi i prezzi salgono, tanto del lavoro, quanto dei prodotti.

Non è più il tempo della guerra dei prezzi al ribasso ed ecco che si comincia ad avere necessità di professionisti molto specializzati.

Necessità di eccellenza.

Per questo ho titolato “sai dove tira il vento?”.

Perché la ricaduta positiva sarà molto rapida (ricordiamoci che la Cina è il mercato più grande del mondo) e investirà il mondo occidentale prima ancora che i mercati emergenti.

La concorrenza sta cambiando, e anche il semplice freelance può beneficiarne e molto in fretta.

Alcune aziende torneranno a produrre in Europa, alcune l’hanno già fatto (Ikea ad esempio non acquista più i panneli in Cina ma in Italia!), e questa è una grande opportunità, perché non solo avremo una scossa positiva nel mondo del lavoro, ma avremo richieste di  manodopera qualificata qui e di prodotti di alto livello proprio in quei mercati che sono stati l’incubo delle nostre PMI per alcuni anni. E sono mercati grandi, grandissimi che assorbono ogni prodotto e servizio.

Se per una grande multinazionale occorrono mesi o anche anni di pianificazione ed investimenti, per i piccoli è cosa molto più rapida e agevole.

Di qui a poco saranno le aziende nate su quei mercati ad avere bisogno di soggetti in grado di sviluppare un sentiment positivo su brand a noi per ora sconosciuti, di blogger, copywriter e grafici per farsi conoscere e vendere qui, dove siamo noi.

Ma non solo: presto avranno bisogno proprio di quell’eccellenza che si trova solo in Italia: la fantasia applicata.

Questa grandissima caratteristica che fa parte di noi, il nostro gusto naturale per il bello, la nostra creatività.

Ecco questa è solo una delle possibilità che stanno per aprirsi, e chi per primo andrà a studiarsi il mondo industriale del BRIC e in particolare della Cina, per primo troverà sbocchi interessanti.

Ad esempio lo sapevi che in Cina ci sono ben 500 marchi automobilistici nuovi e che aspettano solo di vendere sui mercati occidentali?

Ma non è solo la Cina. Sono tanti i posti dove guardare. Lo sapevi ad esempio che la Formula Uno (spettacolo che muove miliardi di euro ogni anno) ha perso appeal verso i giovani e la federazione sta valutando tra le tante soluzioni quella di utilizzare i social network?

Lo so che pare impossibile, ma basta un occhiata al sito ufficiale e subito, tu che hai fatto della rete il tuo campo di battaglia, noterai che sono indietro 10 anni.

Ecco allora ti rifaccio la domanda: sai dove guardare?

(come? stai pensando “figurati se vengono da me” ? Prova ad andare tu da loro)

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9 pensieri su “Sai dove tira il vento?

  1. Ciao Andrea,
    bell’articolo. Mette in luce due punti per me fondamentali. il primo è che se si aumenta lo stipendio ai lavoratori, garantendo loro uno standard di vita migliore, si crea un mercato interno virtuoso. Questo avvantaggia molto anche chi offre servizi o è professionista. Chi si ricorda i mitici anni ’80? L’economia stava a galla solo perché si era pieni di soldi in tasca e non si vedeva l’ora di spenderli. Poi si è scoperto che forse tutti qui soldi in realtà non c’erano…ma è un altro discorso.
    Il secondo punto interessante è l’idea di farsi avanti in mercati che potrebbero aver bisogno delle nostre competenze.
    Ma in Italia secondo te ci sarà o no la ripresa (consumi, lavoro etc)?
    Simone

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    • Gli anni 80 Simone sono stati l’apice di un mercato drogato (o viziato se preferisci) per cui i soldi in tasca erano fatti con debiti che stiamo pagando noi. Ma era viziato da noi e in pochi altri paesi occidentali. La ripresa ci sarà per forza, l’Italia sarebbe già andata in default 3 anni fa se fosse stato sostenibile. La fortuna dell’Italia è stata essere una delle prime 5 economie mondiali. Per intenderci: il fallimento dell’Argentina non interessava a nessuno, così come il rischio di default totale della Grecia (purtroppo per entrambe) mentre un Italia in default non sarebbe stata riassorbita dal mercato mondiale. Ecco perché siamo ancora in piedi (e per altri motivi). La lentezza della ripresa da noi è dovuta a più fattori: Un sistema che non funziona perché ancorato a corporazioni, contributi nazionali o sovranazionali distribuiti a pioggia e non mirati, nessuna volontà politica reale di intraprendere quelle azioni necessarie (ad esempio il combattere l’evasione: quanto proposto e imposto è solo un’accozzaglia di specchietti ma niente di realmente funzionale). E poi per ora l’Italia in affanno fa molto comodo ai grandi gruppi che possono fare shopping di competenze, brevetti, marchi etc.. con pochi soldi. La ripresa ci sarà comunque, anche se andasse in default, perché questione di curve del mercato. La forza sta tutta proprio nei piccoli che si riusciranno a vendere bene sui mercati internazionali. Devi pensare che siamo lo 0,08 % della popolazione mondiale e tale popolazione vuole la nostra storia, il nostro gusto, la nostra testa, il nostro cibo etc… Passando da turismo, cultura, piccole eccellenze e servizi di piccole imprese o freelance si può avere una ripresa enorme, a patto di non cercare di vendere qui, ma di vendere il qui all’esterno.

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