La chiavi del risultato

Le chiavi

 

Mi capita questo articolo di Riccardo sullo stimolo emozionale nella pubblicità e ci penso un po’.

In effetti tutto quanto descritto da Skande (Riccardo Scandellari) è applicabile anche alle interazioni dirette.

Quando devi vendere qualcosa, quando sei col cliente insomma, non vendi mai il tuo prodotto, ma i vantaggi che ne derivano, e questi sono chiavi d’accesso alle emozioni.

Anche i ricordi (semplificando molto) funzionano tramite le emozioni e sono proprio i ricordi di qualcosa di positivo o negativo a far pendere la bilancia verso l’acquisto o meno.

Spesso tali ricordi sono frammenti di emozioni, quindi non codificabili consapevolmente, ma suscitano in noi “quella sensazione” che alle volte è positiva, altre negativa.

Sulla base di queste sensazioni effettuiamo le nostre scelte.  Insomma: di razionale non c’è moltissimo, ma il sistema funziona molto bene anche se di tanto in tanto ci troviamo ad acquistare cose inutili, tipo una nuova fantastica cover per lo smartphone anche se abbiamo già 88, o a declinare l’invito ad un party anche se sarebbe una delle migliori occasioni di fare PR.

No, il sistema non è infallibile, ma il più delle volte funziona.

Ma quando, il sistema sbaglia? Di solito quando troviamo qualcuno che queste cose le conosce bene e le usa contro di noi.

Conoscendone i meccanismi possiamo però utilizzarli a nostro vantaggio, o comunque avremo più possibilità di riconoscerli e quindi almeno in parte diminuire il margine di errore.

Veniamo alla pratica? Dai!

Come funziona esattamente?  In tre semplicissimi passaggi:

1) bypassare la mente razionale

2) stimolare il subconscio

3) inserire l’informazione

Detta così sembra difficile, ma non lo è, anzi il procedimento è molto veloce e proprio nella velocità sta tutta la sua forza.

Prima di tutto bisogna rompere uno schema, fare qualcosa di inaspettato o dire qualcosa di ambiguo. Questo occuperà la mente razionale per comprendere cosa sta accadendo e in questo modo avremo aperto un autostrada verso il subconscio.

A questo punto sarà sufficiente presentare, a parole, suoni, immagini (quello che volete) qualcosa che stimoli le emozioni che vi interessano (euforia?, felicità?, dolcezza? Paura? dipende dall’obiettivo)

Appena vedi negli occhi dell’interlocutore quell’emozione che stavi richiamando inserisci l’informazione: “queste scarpe ti slanciano la gamba” (per esempio) e avrai ottenuto la vendita.

Tutte cose che più vengono fatte in velocità, più sono efficaci perché non danno il tempo al cervello di riflettere.

Come fanno a sapere qual è il momento giusto nelle pubblicità?

Sono un pochino più raffinati, e costruiscono in modo più profondo un percorso che stimoli l’emozione. Quando puoi studiare tutta la comunicazione a tavolino, hai anche il tempo di calibrare i tempi in modo da avere il picco emozionale esattamente quando vuoi.

Ma torniamo a noi: prova ad usare questa procedura nel tuo quotidiano e appena ne avrai un po’ dimestichezza potrai usarla sul lavoro. Vedrai i tuoi affari aumentare velocemente.

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18 pensieri su “La chiavi del risultato

    • Sicuramente, perché il marketing è persuasione e quindi pesca dove la persuasione è mestiere. Ma sono sicuro che nessun ipnotista sarebbe in grado di creare una campagna di marketing, come nessun esperto di marketing riuscirebbe a ipnotizzare qualcuno né a vendere con la stessa rapidità di un persuasore di professione. Non usando solo le competenze specifiche di ognuno. mettendoli insieme invece…. 😉

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