Fattore Bea

Fattore BEA

Oggi va così, per una volta,  uso il blog per esprimere un pensiero personale.

E quindi oggi parlo a te e lo faccio dandoti un nome: Bea.

Ciao Bea.

Oggi mi sveglio e leggo un articolo che è una fucilata e l’hai scritto tu.

Sai che cosa mi è passato per la testa in quei 3 decimi di secondo successivi alla lettura?

Che esiste una cosa chiamata “fattori bio umorali” , quella cosa della quale puoi trovare traccia tra gli archivi d’ogni ospedale, della quale ogni medico con qualche decina d’anni di attività ha almeno un ricordo. Quella cosa che spesso viene liquidata con “mah, stranissimo”, ma ogni medico lo sa che alcuni soggetti reagiscono agli eventi in modo diverso dagli altri e su questi soggetti i decorsi cambiano, e diventa inspiegabile il come e il  perché, ma il risultato c’è.

Nessuno oggi sa come attivare questi interruttori, si dice che alcuni li abbiano e altri no.

Li chiamano anche “palle di bronzo”

Davvero non so che dirti, ci ho costruito una vita sul trarre da sé stessi quanto serve, ma questo interruttore ,che fa la differenza tra vivere e sopravvivere io proprio non lo so come si attiva. Non lo sa nessuno eppure sappiamo che c’è ed è dentro ognuno di noi.

Quello che so è che i soggetti più forti si rifiutano di accettare quanto non gradito come dato di fatto. Combattono contro ogni ostacolo e sfidano il tempo e le consuetudini, il “così vanno le cose” e alla fine in qualche modo questo interruttore lo accendono! Eccome se lo accendono.

Poi li chiamano miracoli ma intanto, questi  sono qui a raccontarci che hanno una vita incredibile e appagante e che semplicemente non si sono arresi.

Questi  hanno ascoltato ogni professionista e seguito ogni indicazione senza lasciare nulla di intentato, certo e hanno fatto tutto, ma proprio tutto il necessario senza mollare mai, e oltre a ciò hanno sempre detto “io faccio, perché io voglio”.

Questi hanno lottato con il cuore e l’anima e lo stomaco (c’è anche chi lo fa in questo momento) per arrivare a essere considerati miracoli, ma non sono miracoli sono persone, come te, come me, come tutti noi ma con una cosa speciale: loro hanno scelto.

E non posso farlo io per te. Questa è una battaglia tua Bea, e la devi vincere.

Non è accettabile un’opzione differente, non da te che sei una che combatte contro il mondo da 10 anni, che ha affrontato sfide che avrebbero fatto tremare un leone.

Sei Bea, quella che ha avuto la forza di mettere in un angolo sé stessa per rimettere in piedi un’azienda, quella che si è messa in gioco ingoiando rospi per le persone che aveva intorno, quella che per ritrovare il suo posto ha lottato senza sosta.

Ora il termine “IO” acquista priorità nei confronti del mondo per te.

Questa è la tua battaglia più grande e ci devi stare attaccata con i denti e la grinta di una tigre, perché tu queste palle di bronzo le hai sempre avute ed è arrivato il momento di tirarle fuori e combattere col sangue se necessario.

So che tanti saranno d’accordo con me nel dirti “ti vogliamo bene e siamo in tanti e siamo qui”, ma sta a te tirar fuori la determinazione che ti serve, e lo devi  fare  ADESSO!

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2 pensieri su “Fattore Bea

  1. Molto bello l’articolo per come è scritto e per quello che evoca, ma non ho capito (e credo che volutamente non si capisca…) se la sfida di cui parli, riguardo Bea, sia di natura fisica e di natura tecnica…
    Ascoltando cd di crescita personale una cosa che mi ha colpito molto e stato il “Centro di Controllo”.
    Alcuni psicologi definiscono il centro di controllo “esterno” o “Interno”.
    se hai un centro di controllo esterno il tuo punto di vista sulla vita e su ciò che ti accade è causato, generato e ti è stato dato dalla “vita” e di conseguenza non si sentono responsabili di ciò che succede nella loro vita e di conseguenza ne sono in balia generando così sentimenti di rabbia, frustrazione e fallimento…
    Chi ha un “centro di controllo interno” si sente parte generante della propria vita e le difficoltà che incontra non li prende come problemi, ma come possibilità di crescita, di migliorarsi.
    Questo genera l’atteggiamento mentale che sarà utilizzato per affrontare, risolvere e superare quella sfida.
    Ci sono moltissime cose che ci accadono che non possiamo prevedere e con non dipendono da noi, ma il nostro futuro e la nostra vita cambia in base a come affrontiamo ciò che ci succede.
    Le difficoltà nel lungo periodo sono uguali per tutti, i Grandi, non solo non si sono arresi ma hanno avuto e dimostrato un atteggiamento mentale volto al superamento della difficoltà e alla conseguente crescita personale…

    “Per avere più di ciò che si ha, bisogna diventare più di ciò che si E’…”

    Questo tocca le sfide materiali e le sfide personali, legate anche alla salute. Una persona che pensa ha in mente la malattia, piccola o grande che sia, difficilmente godrà di buona salute…

    – Centro di controllo esterno –>
    …ma se sto male sto male. Che ci posso fare, i virus e i batteri esistono ed io sono particolarmente cagionevole, non è colpa mia è la natura che non mi ha voluto bene…
    …lo sapevo che prima o poi sarebbe toccato anche a me. Quante cose non ho fatto nella vita. Ormai i dottori mi hanno dato la loro diagnosi, non posso far altro che aspettare. Che stronza la vita…

    – Centro di controllo interno –>
    …sicuramente in questi giorni mi sono lasciato un po’ andare. Appena guarisco inizio a prendere qualche integratore, a fare un po’ di esercizi e a curare la mia salute. Non mi piace stare male!
    …tantissime persone sono nelle mie condizioni. Molte sono riuscite a superarla. Sicuramente mi aspetteranno momenti duri, ma non mi voglio fermare ai primi dottori che mi danno “il loro verdetto”. Voglio sentire altri pareri. Ogni dottore formula diagnosi sulla base della propria esperienza. Voglio vedere se altri, hanno affrontato un caso come il mio e che tipo di cure hanno fatto. Amo la mia via e le persone che mi circondano. Anche grazie al loro sostegno andrò avanti…

    Stesse circostanze non dovute a noi avranno sicuramente due risvolti differenti, RADICALMENTE DIFFERENTI!

    …da un pensiero, è venuto fuori un poema…

    Think High, Think Easy…

    Buona notte a tutti…

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