Sei un Brand

Riccardo-Scandellari

Sei un Brand, fattene una ragione.

Complicato, complesso, impegnativo, difficile, ma sei un brand e sarà sempre più così.

Terribile?

No, neanche un po’, e non è cambiato niente: tutti sono sempre stati un brand, da sempre, solo in forma meno vantaggiosa, in piccolo e con poche opportunità.

Come dice Skande, (Riccardo Scandellari ) in ogni parola del suo ultimo libro, è semplice se ci metti impegno e un po’ di buon senso.

Riccardo ha scritto esempi e riflessioni personali, ha trasferito su carta consigli suoi e di grandi professionisti, punti di vista, indicazioni e quanto altro possa essere utile a fare di sé stessi un brand, un marchio vincente, a riuscire a “vendersi” bene usando la rete.

“Tutte le cose sono difficili prima di diventare facili”

 Il punto è che per quanto possa apparire una cosa nuova in effetti siamo sempre stati un marchio che doveva essere venduto bene: in ogni epoca ed in ogni società, ogni individuo in qualche modo ha avuto l’esigenza e l’istinto naturale di vendersi agli occhi degli altri.

Per fare carriera, per conquistare l’amore della propria vita, per salire nella scala sociale… di esempi ce ne sono migliaia, non credi?

Ecco l’unica cosa che è cambiata rispetto al passato sono le opportunità: oggi non nuoti in un laghetto, ma nell’oceano e oggi non raggiungi solo qualche centinaio di persone, ma potenzialmente qualche miliardo.

Se prima venivi considerato affidabile e degno di considerazione per un lavoro (o qualunque altra cosa) da una cerchia relativamente ristretta di persone, oggi puoi esserlo per il mondo intero.

Niente prima d’ora è stato così grande e siamo tutti un pochino dei principianti: stiamo navigando su un nuovo veliero e per mari sconosciuti, ma come i grandi esploratori tra pericoli e tempeste abbiamo la grande avventura nelle nostre mani.

Oggi il tuo carattere, la tua professionalità, il tuo background sono merce preziosa da spendere sul mercato mondiale con profitto.

La tua unicità e la tua fantasia ti permettono di proporti in ogni porto e trovarvi soddisfazione.

Stiamo vivendo uno di quei momenti in cui forse dobbiamo cominciare a chiederci cosa noi possiamo fare per noi stessi e per gli altri, e poi farlo.

Oggi tutti hanno a disposizione uno smartphone da cui si può gestire mail, fax, conti correnti, cataloghi on-line e soprattutto la propria presenza sui social network.

Con un telefono puoi sostituire un ufficio, andare sul mercato e venderti al meglio, quindi perché non mettersi in gioco?

Basta quanto scritto da Skande recentemente? Secondo me no, ma è già una bella guda sul come muoversi nel mondo della comunicazione di sé stessi in rete.

Dal mio punto di vista ti serve anche altro: la capacità di vendere one-to-one, la capacità di lavorare per obiettivi, da soli e in team, e parecchie altre cosette che puoi trovare facilmente. Alcune anche qui sul blog, altre in giro per la rete. La rete ha anche questo di straordinario: tutto quello che ti serve sapere è la fuori da qualche parte, devi solo cercarlo.

Se non sai tutto quello che ti serve sapere, non hai che da informarti, formarti, studiare quello che ti manca e prepararti ad affrontare le tue sfide ogni giorno.

Quello che indica chiaramente Riccardo, è soprattutto una cosa: è relativamente facile.

Mi spingo oltre: con un budget ridotto e un pochino di fantasia, tramite la rete puoi costruire così tanto da creare un’alternativa al tuo business attuale, senza coinvolgere il tuo mondo off-line. E lo puoi fare in tempi rapidi: circa 8 mesi.

Mi rendo conto che sia un caso limite, ma a livello teorico è possibile.

Tutto sta ad avere un buon obiettivo, una buona motivazione e quelle nozioni necessarie a costruirsi una buona immagine, oltre naturalmente a un saper fare tuo personale in quanto andrai a proporre.

“Se ho tre ore per tagliare un albero, impiego le prime due ad affilare l’accetta” (A. Lincoln)

Con un’accurata analisi delle proprie capacità e di quanto si ha da proporre, scegliendo un preciso target e guardando quanto fa la tua concorrenza, puoi avere velocemente una chiara idea di quali siano i tuoi punti di forza su cui fare leva e quali le aree in cui migliorarti. La rete aiuta anche nell’avere un’esperienza “artificiale”, sulla pelle dei concorrenti: guardare dove hanno sbagliato gli altri, può metterti al riparo da errori e da perdite di tempo.

Anche copiare in parte una strategia altrui è un buon modo se la adatti e la modifichi in base al tuo contesto.

Ogni buona strategia è sempre scalabile.

Il trucco in fondo sta nel fare le cose con oculatezza, misura e impegno, magari anche mettendosi in discussione, prepararsi bene e poi partire.

Insomma il senso di questo articolo è uno: se vuoi puoi, dipende da te.

Non ci sono scuse: se vuoi puoi. Quindi ti chiedo: cosa ti manca per raggiungere il tuo successo?

Parliamone, intanto ti consiglio di leggere il libro di Skande e colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per avermi inserito tra le pagine del suo scritto.

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10 pensieri su “Sei un Brand

  1. Non ho ancora avuto occasione di leggerlo ma, appena arriva, provvedo. Certo, non tutti hanno il tuo talento o quello di Riccardo, voi la fate semplice ma così semplice poi non è. Diciamo che, se una persona ha le potenzialità giuste e un minimo di conoscenza del mezzo, nell’attuale mondo 2.0 ha anche la possibilità di dimostrare il proprio valore al mondo intero, non solo nelle cerchie di amici e famigliari. Se i vostri consigli sono per noi un tesoro è perchè voi avete un valore e capacità diverse dagli altri, non è per farvi un complimento, è un dato di fatto, basta vedere il successo del libro di Riccardo o gli share dei vostri blog.

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  2. Il libro di Riccardo è la guida ufficiale del self-made man 2.0. E’ da un po’ che metto in pratica questi consigli, diciamo da quando ho iniziato a rendermi maggiormente presente in rete, vedremo se questo darà i suoi frutti. Per il momento posso tracciare un bilancio positivo per quanto riguarda la scoperta di nuove persone interessanti da seguire, e anche un miglioramento per quanto riguarda le mie competenze prettamente tecniche: ora infatti posso includere la passione per il mondo del web e dei social, vero e proprio “mondo virtuale” che prima ignoravo.
    Simone

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    • Il libro di Riccardo è un testo bello tosto (passami il gioco di parole), una traccia notevole da cui trarre spunto per costruire il proprio futuro lavorativo. Quanto al “mondo virtuale” come lo chiami tu, io lo trovo affascinante e tutto da scoprire. Grazie per essere passato di qui, Simone.

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