Persuasione, manipolazione, etica e soldi

Persuasione Manipolazione Etica e soldi

Belle labbra vero?

Cosa c’entrano con il titolo? Parecchio.

Persuasione e manipolazione sono quasi due sinonimi: quando cerchi di persuadere qualcuno della bontà di un’idea (o di un servizio) in qualche modo stai manipolando la sua percezione del mondo.

Lo stesso imprinting che dai ad un bambino con l’educazione, può essere ascritto nelle azioni manipolative.

Questo per dirti che i due termini possono avere tanto un’accezione positiva quanto negativa.

In qualche modo ogni giorno siamo manipolatori e manipolati.

Immagina una bella giornata di sole, un caldo sole primaverile.

Mi siedo al tavolo di un bar prospiciente un bellissimo lago alpino e ordino un caffè.

La vista spazia sull’acqua appena increspata e le fronde di un gruppo di betulle disegnano giochi di luce ed ombra sopra di me.

Una mia vecchia amica mi raggiunge. Bella è bella: è sempre stata bella..

Indossa uno splendido tailleur color panna e un paio di scarpe nere con un pochino di tacco. Non troppo, ma a spillo.

Era arrabbiatissima, inviperita e voleva una mia opinione.

Il fatto è che secondo lei la manipolazione e la persuasione sono cose che andrebbero vietate in un paese civile, “Mostrare solo il meglio, enfatizzandolo non è corretto” asseriva.

La lasciai parlare per un po’ e poi le chiesi: “Scusa, ma tu perché indossi delle scarpe con il tacco? Lo sanno tutti che è difficile camminare sui trampoli, e poi si rischia di rompersi una caviglia e fa male alla schiena…”

“Oh Andre!” rispose “intanto mi piacciono, poi sono più adatte all’abito, e slanciano la gamba, la figura e mi danno anche quei pochi centimetri in più che non fanno mai male!”

Continuai: “Certo, capisco, e dimmi Roberta quel colore di rossetto l’hai scelto tra decine disponibili o quando l’hai acquistato era l’unica scelta possibile?”

Quasi stizzita. “Che razza di domande mi fai oggi! Ma certo che l’ho scelto e con cura anche: vuoi che mi metta la prima cosa che capita? E se poi mi sta male? Se invece di far risaltare le labbra le nascondesse, le confondesse con il resto del viso? Non sono scema, quando acquisto uso il cervello!”

Fermo restando che una donna curata è sempre più piacevole di una persona trascurata, e che ognuno è libero di esprimersi come vuole e di esprimere la propria personalità anche attraverso l’abbigliamento, il trucco, gli accessori e l’acconciatura, questa situazione mi ha fatto riflettere su quanto sottile possa essere il confine tra persuasione e manipolazione buone e cattive.

I tacchi per essere più alte e slanciate, magari un’acconciatura che elimini i ricci (o che li crei: mai trovato una donna con i capelli lisci che non volesse i boccoli e viceversa), una tinta per cambiare il colore “perché si intona meglio al mio incarnato” dei colpi di sole “che mi danno più luminosità al viso”, il mascara per allungare le ciglia, il rossetto per definire meglio le labbra, e arriviamo a quei reggiseni che regalano una taglia (o due) in più… eccetera.

Sono tutte cose legittime e socialmente accettate, ma non si tratta forse di manipolazione nei confronti dell’altra metà del mondo? Non è forse un farmi vedere qualcosa che non è proprio così come appare, semplicemente enfatizzando alcuni aspetti e distogliendo l’attenzione da altri?

Naturalmente il tutto fatto con misura, ma comunque con premeditazione: quella foto in testa all’articolo, quelle labbra incollano un uomo come il miele con le mosche e nessuna donna ne è all’oscuro.

Tutto questo non è forse un pochino persuasione?

Ecco, se con la stessa cura e la stessa pre-meditazione, ovvero con la stessa attenzione, preparassimo tutti il nostro discorsetto sul nostro servizio, studiando bene il target come il genere femminile ha (per alcuni millenni in effetti) studiato il target, e usando la stessa misura nell’enfatizzare le caratteristiche del nostro prodotto di quella che ogni donna usa nel presentarsi quando decide di essere più attraente  del solito (non volgare, attraente), senza strafare, allora non sfonderemmo il muro dell’etica, ma ottimizzeremmo la comunicazione, con conseguente aumento di introiti… si insomma: più soldi nelle nostre tasche.

Come? Perché ho parlato di persuasione prendendo questo genere di esempio? Perché io il mio target l’ho studiato bene, e so che all’80% è costituito da donne.

Quanto al restante 20%, essendo io un uomo, so che qualunque uomo ha capito al volo quanto stavo per dire già a metà post

Se quello che fai, lo fai nella giusta misura, se mantieni un minimo di etica e di onestà, allora non solo i tuoi affari andranno meglio nell’immediato, ma alla lunga genererai un positivo passaparola tra i tuoi clienti: praticamente un vivere di rendita e… riuscirai a dormire più tranquillo.

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2 pensieri su “Persuasione, manipolazione, etica e soldi

  1. Allora aveva ragione mio cugino, venditore di utensileria e bulloneria, quando mi diceva: Monica, vieni un giorno a fare un giro con me e vedrai che vendo il doppio, io lo so, sono in un mondo maschile e se vado accompagnato con una donna, magari piacevole da vedere e che se ne intende un po’ della merce che vendo, allora vendo ma vendo tanto. Io in quel momento gli ho risposto: ma figurati, tu sei bravissimo, il prodotto è buono, vedrai che vendi comunque, non hai mica bisogno di una “vecchia carampana” come me e lui ha ribadito: si, vendo comunque ma vendo meno. Devo dedurre che la pensava come te. E vai di labbra rosse ! (non mi vedrai mai con le labbra rosse, sembro una signorina da bordello) 🙂

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