Ma no, Dai !

Ma no! Dai!

 

Stupore incredulità, e poi quel senso di confusione e ti chiedi: “ma dai, proprio a me?”

Succede quando si lotta ogni giorno per vivere del proprio mestiere e tra clienti che non pagano, la guerra dei prezzi, notti in bianco, appuntamenti sfumati nel nulla… non sai più da che parte girarti.

Eppure tu ce la stai mettendo tutta, e corri, corri, corri, e studi, ti aggiorni, partecipi a corsi e workshop, sei bravo, lo sai , ma niente: sempre sul filo ogni giorno.

 

 Poi succede che improvvisamente ti arriva una chiamata da un’azienda importante.

 

No, no! Non una di quelle con un centinaio di dipendenti che trovi sulla strada casa/ufficio ogni giorno.

Qui si parla di multinazionali. Roba che va dal cibo per cani ai sistemi puntamento missili.

E non ti offre un posto da operaio o commesso in una delle innumerevoli sedi, ma ti chiede se sei disposto a gestirgli tutta la presenza IT.

 

Ti chiede una consulenza perché ti considera un’azienda alla pari, anche se tu sei uno, solo uno e piccolino.

Non riesci a crederci, sei stupito, confuso e anche un po’ agitato perché tu certe somme non hai mai nemmeno osato sognarle.

Perché il lavoro è proprio grosso e le opportunità che ne deriveranno così grandi che quasi ti fanno paura.

Ecco allora assalirti mille dubbi: ma ce la farò? Ma sarò abbastanza “bravo, preparato, professionale, organizzato, veloce…”?

E ancora “ma se poi devo fare delle scelte e sbaglio?”

 

Sai cosa non consideri?

 

Che le tue scelte saranno le migliori possibili, perché il tuo modo di scegliere ti ha portato ad essere scelto da quelli grossi. Ma proprio grossi eh!

 

“Accettate le sfide per assaporare il piacere delle vittorie” (cit. Gen. Patton)

 

Magari ti stai chiedendo perché di questo articolo.

Per il semplice fatto che tra chi mi legge c’è qualcuno che questa occasione l’ha appena avuta, e io ricordo bene quando questo qualcuno aveva l’ansia per scrivere un preventivo, ma poi l’ha superata e con impegno e qualità costanti ha avuto questa grande occasione.

Perché tra chi mi legge c’è qualche altro che è stato contattato  da aziende estere per un bel lavoro grosso e interessante, e sta valutando il da farsi, e si è anche fatto qualche domanda in merito alle proprie capacità di offrire il servizio all’ altezza delle aspettative.

Perché poi proprio ieri mi è anche arrivata una telefonata da un altro bravissimo freelance del web nella quale mi chiedeva un parere in merito ad un’incredibile opportunità che…

Che incredibile non è: è credibilissima ed  era ora che arrivasse!

Tu sei in gamba: vedo gente di tutti i livelli ovunque e per lavoro mi interfaccio spesso sia con chi dirige che con chi ci prova a crescere.

Ho occasione di confrontarmi con decine di freelance e di manager dei più svariati settori in mezzo mondo e quando ti dico che sei bravo, che il freelance italiano della rete è spesso tra i più preparati e talentuosi che si possano trovare, lo faccio con cognizione di causa.

Se ancora non l’hai avuto questo grande salto di qualità è perché, purtroppo, sei in Italia dove tutto, ma proprio tutto, è molto più difficile. Dove sembra che la società e lo stato si divertano a metterti i bastoni tra le ruote.

Ma credimi quando ti dico che sei tra i migliori.

E pensaci quando ti suggerisco di guardare all’estero per trovare i tuoi prossimi clienti.

 

La fortuna è il momento in cui un’occasione si incontra con la preparazione.

 

Se qui di occasioni ce ne sono poche, non significa che non ci siano da qualche altra parte: devi solo cercarle.

Magari guarda al mercato inglese, tedesco,  giapponese…. Di indiani che si offrono per fare ottimizzazioni Seo  alle grandi multinazionali ce ne sono tanti sai? E anche di francesi, spagnoli, coreani… tu ci hai provato a cercare di contattare qualcuno di più grosso del lattaio del tuo quartiere?

Hai provato a fare un giro sui siti delle grandi aziende italiane e rilevare i loro punti deboli per poi presentare una tua offerta?

Ti faccio una confidenza: nel mio lavoro off line la mia concorrenza è costituita solo da due soggetti: Accenture e Dale Carnegie. Due multinazionali con più di 50 anni alle spalle e sedi in tutto il mondo.

Io sono piccolino e ho uno staff abbastanza ridotto (almeno se paragonato a queste due) ma agile e veloce e preparatissimo. Non offro tutto quello che offrono questi due grandi del mio mercato, ma faccio un lavoro su misura e più esclusivo, meno standardizzato. E spesso spunto anche cifre superiori a quelle della mia concorrenza, perchè porto risultati più veloci con costi più bassi all’interno dell’organizzazione sulla quale intervengo.

Quindi ti richiedo: tu ci hai provato a contattare quelle aziende che muovono miliardi come fossero noccioline?

Perché spesso sono alla ricerca di una buona occasione ma non sanno dove trovarla.

Gli epic fail dei grandi player del mercato, non ti suggeriscono niente?

Proprio niente?

Sei proprio sicuro che abbiano un social media manager che sa il fatto suo, o piuttosto stanno provando con le risorse interne, magari uno stagista?

Ok io non ti ho detto niente, e mi è vietato farti i nomi, ma suggerirti di farti avanti sì, questo mi è permesso 😉

E chiudo facendo i complimenti a quei tre di cui accennavo sopra: grandi! Non mollate e date il meglio di voi come avete sempre fatto, perché le occasioni che avete in mano oggi dopo tanti sforzi, ve le siete stra-meritate. Una bella sfida: ora assaporate la vittoria e poi sotto con il lavoro.

Buon weekend!

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5 pensieri su “Ma no, Dai !

  1. Bel post! Il problema è sempre quelle di quel vecchio detto: le persone intelligenti sono sempre piene di dubbi mentre gli imbecilli sono sempre strasicuri.

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  2. Buongiorno Andre 🙂

    Sì, è vero, l’uomo tende a soffermarsi e perdersi in un bicchiere d’acqua. Non posso darti torto.
    E’ sempre alla ricerca di convinzioni e pacche sulla spalla, per la proprio stima.

    Va detto infatti che, oggi, nessuno ti regala niente, neanche un sorriso, nemmeno un “ciao”. E perdiamo inevitabilmente fiducia in noi stessi ed in quello che facciamo. Ecco, forse, perché tendiamo a non ampliare i nostri confini: per timore.

    Prenderò sicuramente spunto dalle tue righe e, sicuramente, anche quei tre ragazzi 😉

    Ciao!!

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