Follie di gioventù

Follie di gioventù

Da piccolo volevo fare il pilota di auto da corsa e Spiderman.

Cos’è quella faccia? volevo anche fare il benzinaio perché mi piaceva il cappello e avevo solo 4 anni! Tu non hai mai avuto dei sogni da bambino?

Io avevo questi tre, salvo una parentesi da corsaro nel 79.

Tu nessun sogno da piccolo? Sai di quelli che tirano fuori dal letto e ti fanno sviluppare l’immaginazione e combinare un sacco di disastri tipo fare un buco nel pavimento del salotto per cercare un tesoro?

Io si, l’ho fatto.

E col tempo ho rinunciato a fare il benzinaio (troppo faticoso) l’uomo ragno (la calzamaglia mi sta malissimo) ma ho provato a fare il pilota.

Non avevo abbastanza doti per scalare le classifiche mondiali, pur essendomi tolto parecchie soddisfazioni.

Una follia di gioventù l’aver fatto delle corse corse in monoposto una fetta importante dei miei anni migliori, ma che si è rivelata la risorsa più importante proprio un paio d’ore fa.

Follie di gioventù

Questa mia passione giovanile, e l’aver inseguito per qualche anno quel folle sogno, oggi, ha fatto la differenza tra vivere e forse no.

Il fatto è questo: strada di montagna, in discesa, limite consentito 90 km/h. Procedo a circa 70 in sesta e affronto con estrema calma una curva a sinistra, cieca, quindi tengo bene le destra.

All’uscita vedo un genio che con un furgone sta viaggiando non so a che velocità e sta sorpassando dove non solo non sarebbe consentito ma nemmeno c’è la visibilità e lo spazio per farlo in sicurezza. Ha un’auto alla sua destra ed occupa quasi totalmente la mia corsia.

Non c’è spazio né tempo e il frontale appare inevitabile, ma, qualcosa scatta in me.

Quella cosa che chiamo memoria nervosa. Non ho pensato, ma agito: è emerso il pilota (scarso) di 20 anni fa e così invece che provare un impossibile frenata la mia reazione è stata la stessa di quando ti trovi un incidente in pista.

Scalo, accelero e sfruttando la coppia della vettura e una piccola rampa in terra riesco far passare l’auto su due ruote tra il furgone e la roccia.

Risultato: un rumore a destra e uno a sinistra.

Questo il danno

follie di gioventù

Solo una sverniciata al guscio dei retrovisori.

A te non capita mai di sfruttare oggi quanto da adolescente era una follia? Sicuro sicuro? prova a pensare a quando eri ragazzino e stavi fuori un po’ troppo la sera quanta creatività avevi nel trovare scuse plausibili, e quanto ti sembrava facili buttarti in cose che oggi ti appaiono da perfetto incosciente.

Ecco pensaci, perché magari rischiare la pelle non è una buona idea, ma facendo leva su quell’audacia che avevi e richiamando alla mente proprio quelle esperienze folli passate, sono sicuro che puoi trovare qualche cosa che sarà determinante anche per te, oggi.

Non una differenza tra vivere e forse no, non lo auguro a nessuno, ma la differenza tra prosperare e forse no è già più facile.

Se ti rilassi, prendi 5 minuti solo per te e torni a quella fase della tua vita e riesci poi a portare con te quella freschezza e quelle esperienze, vedrai che nel tuo lavoro potrai dare molto più e molto meglio di quanto stai facendo.

E il conto corrente ringrazierà commosso.

Buon lavoro!

 

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7 pensieri su “Follie di gioventù

  1. Dunque, a parte che ero perennemente divisa fra la Barbie e i mondi meravigliosi in cui viaggiavo attraverso di lei e ginocchia sbucciate in giochi molto poco da “femminuccia”. Divisa sempre pudore/timidezza ed estroversione.
    In sequenza ho desiderato fare l’archeologa per trovare Troia, la cassiera, cantare, andare nello spazio, viaggiare per il mondo come interprete, fare la scrittrice. Di questi sogni, in qualche mondo, ho soddisfatto in qualche modo il fare la cassiera (fatto la commessa, mentre studiavo), il cantare davanti ad un pubblico vincendo il mio pudore all’esposizione pubblica in modo sorprendete, il viaggiare per il mondo per lavoro (per un periodo, non abbastanza lungo sigh, della mia vita sono stata), scrivere per lavoro. Viaggiare nello spazio e scoprire Troia, beh, la vedo dura 😛

    Ora, se riuscissi a vincere del tutto quella sorta di pudore, ad espormi fino in fondo… beh, sarebbe già molto!

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  2. Quando ero piccola, volevo diventare grande. Adesso vorrei tornare bambina.
    Scherzi a parte, credo forse che la mia aspirazione più grande fosse diventare una poliziotta, poliziotta a cavallo per la precisione. Mi sarebbe piaciuto un sacco entrare nell’esercito, magari diventare carabiniere come il mio bisnonno, anche se quando ero piccola le donne nell’esercito ancora non erano ammesse.
    Poi sono cresciuta. Ci sono certe cose che non mi piacciono più. Sono una pacifista. Non potrei entrare nell’esercito, sarebbe contro ciò che credo.
    Però c’è una cosa che rimpiango. Quando avevo quasi 18 anni, uscì un concorso per diventare guardia forestale dello Stato. Non potei fare domanda, perché mi mancavano letteralmente 10 giorni alle maggiore età. Mi sarebbe piaciuto tanto diventare guardia forestale.

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  3. Da piccola io volevo fare la ballerina.
    Salire su un palco ed essere ammirata da tutti. L’ho fatto per un po’ di anni ma poi la salute delle mie ginocchia mi hanno forzatamente allontanata dal sogno.
    Sai però cosa è rimasto?
    E’ restata la voglia di essere al centro dell’attenzione, di far ammirare le mie qualità e sto puntando proprio su quello. Certo faccio qualcosa di molto diverso ma cerco di farlo al meglio proprio come quando salivo sul palco e non dovevo e non volevo sbagliare anche solo un passo.
    Mi capita spesso poi di lavorare in progetti dove la musica è presente e quindi il mio sogno di bambina continua… io sto ballando!
    Grazie per il tuo post Andrea, molto carino.
    E se posso fare una battuta finale (che vuole essere simpatica): sinceramente preferisco non immaginarti con la calzamaglia 😉
    Fra

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  4. ‘orca miseria, menomale!!
    sì, portare avanti i sogni di bambino o adolescente comunque è un percorso e porta sempre a qualcosa. nel mio caso, che prima sognavo di fare la disegnatrice (mi è poi servito nel mio lavoro attuale) e poi quello di ballare/cantare mi hanno portato a conoscere persone, rendermi più sicura di me stessa, capire che le paturnie ce le hanno tutti, per cui liberarsene è un passo in più per aiutarsi l’un con l’altro. e se per un periodo ero la “sfigata” che si era fatta male alle ginocchia e non poteva più fare danza, ora sono quella fortunata che ha fatto un percorso in cui “mi sono fatta da sola” 🙂

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  5. Io avevo sogni più umili: volevo fare lo stracciarolo, l’arrotino e il pagliaccio. 😀
    Poi sono passato a astronauta e poliziotto.

    Da bambino ero incosciente, mi buttavo dalla finestra del 2° piano della casa in campagna, tanto c’era giù uno strato di sabbia a salvarmi. O filavo con lo skateboard sulla strada in discesa per frenare addosso a una montagna di sabbia.

    Ma ho capito che volevi dire. Ora resta da vedere come saltare da una finestra e provare quel vuoto allo stomaco e come correre veloce verso un obiettivo sapendo di centrarlo.

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