Lo sguardo della tigre

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A Menton, lasciandoti il porto ed il mare alle spalle e percorrendo la strada in salita con le spiagge alla tua destra e un susseguirsi di ristoranti e bar alla sinistra, dopo circa duecento metri puoi trovare un piccolo bistrot, in un seminterrato, specializzato nella preparazione di crêpes dolci e salate. Hanno anche una buona fornitura di birra.

Probabilmente le migliori crêpes della costa azzurra.

Era un lunedì sera, era la fine di marzo ed una pioggerellina fine bagnava l’asfalto dandogli quel caratteristico colore scuro. La temperatura, per quanto mite in quelle zone, cominciava ad abbassarsi ed  io che avevo appena lasciato un cliente che ormeggiava proprio nel porto turistico, ero assorto nei miei soliti pensieri. Lo ricordo bene, perché era il giorno del mio compleanno. Era un periodo un po’ così, di quelli che ci passi attraverso e quasi non ti accorgi, sai quei periodi che stai vivendo la vita di qualche altra persona? Insomma le cose in effetti non vanno male, solo che…. che… uff!  Non sei soddisfatto, ti sembra di perdere tempo, ti manca qualcosa.

Brutto eh? E ma succede. Ci sono quelle fasi in cui non hai ben chiaro che direzione prendere e fino a che non accade qualcosa che ti dia l’illuminazione diventa fastidioso, al punto che poi sei anche nervoso e sempre pù insoddisfatto di quanto fai.

E non importa quanto tu sia bravo in quello che fai, o quanti feedback positivi ricevi: semplicemente non vedi più un nesso tra quanto vorresti, i tuoi sogni, e quanto stai facendo. E ti assalgono mille dubbi su quanto sia giusta la strada che hai scelto, su quando arriverà l’occasione che cerchi, su come fare a … a fare, punto.

Pensai che una crêpe avrebbe potuto rappresentare un’ottima cena.

Giusto il tempo di entrare  e  fui accolto da una voce conosciuta molti anni prima: una vecchia conoscenza, Sebastian, stava innaffiando con una birra scura due crepes fumanti e molto invitanti. Naturalmente mi unii a lui e passammo la serata ad aggiornarci sulle nostre vite.

Perché ti parlo di Seb? Perché da giovane era un venditore d’auto, poi passato agli spazi pubblicitari, alle pentole, alle case, alle assicurazioni. Poi basta, aprì una sua agenzia assicurativa e la portò avanti per anni.

Una mattina decise di aver accumulato abbastanza denaro, mise tutto in vendita ed ora gestisce un piccolo locale su una spiaggia caraibica. Ed è l’uomo più felice del mondo.

Si perché il suo sogno era vivere ai caraibi, tra palme e spiaggia, davanti ad un mare azzurro, sotto il sole e guadagnarci qualcosa. E il suo segreto per arrivarci è di una semplicità disarmante.

Seb ogni volta che vendeva un’auto, una casa, un’assicurazione, sapeva che stava contribuendo a costruire la strada verso i suoi sogni.

Quando il lunedì mattina si svegliava, schizzava dal letto come una molla ed aveva per tutto il giorno quello sguardo particolare di chi non molla mai. Lo sguardo di una tigre pronta ad attaccare.

Lui diceva che ogni volta veniva preso dai dubbi, dallo sconforto e dalla confusione, ogni volta che gli veniva la voglia di mollare tutto, ripensava molto intensamente all’obiettivo,  guardava a quanta strada fatta fino a quel momento e valutava quanto ogni suo gesto ed ogni sua decisione avrebbe contribuito a farlo avvicinare ai suoi sogni.

Insomma lui ogni volta che vendeva un’assicurazione, immaginava di aver acquistato un centimetro di sabbia.  Ogni volta che si impegnava in pubbliche relazioni, lui sapeva che ogni feedback ricevuto, ogni sorriso, ogni nuova conoscenza, era un pezzetto di cielo blu che diventava suo.

Questo modo di intendere la sua vita, gli permise di mantenere sempre alta la motivazione, di non farsi sedurre da false sirene, come il collega che aveva l’auto più bella della sua, perché in effetti per lui il successo non era nell’auto sportiva e costosa, ma in un pezzetto di caraibi.  Viveva in una grande città e intendeva questa cosa come una grande fortuna: grande città, tanta gente, tanti affari, più cielo blu.

E poi diceva sempre una cosa, che mi disse anche quella sera: Non puoi mai sapere quanto la meta sia vicina, non puoi mai sapere quando arriverà quel momento in cui capirai esattamente quale direzione prendere, può essere oggi, domani o fra un mese, ma la cosa importante è che non rendi inutile tutta la strada fatta per arrivare fino a dove sei oggi. E abbi pazienza, perchè non puoi mai sapere chi ti darà quell’opportunità che cerchi. Tu sii preparato a coglierla, non serve altro.

Sai cosa è successo a me tre giorni dopo? Ho conosciuto una persona meravigliosa che con uno sguardo, un sorriso e la sua curiosa personalità mi ha fatto venire un’idea, ha riacceso una fiamma di follia in me ed ora sto lavorando ad un progetto che è forse il più bello, grande, divertente ed ambizioso che abbia mai avuto ( …e non ho ancora trovato il modo di ringraziarla. Tu hai qualche suggerimento?)

E tu? Quanta strada hai fatto, in che direzione stai andando?

E poi… hai lo sguardo di una tigre ogni giorno? Cosa stai facendo di nuovo, oggi per realizzare i tuoi sogni?  E soprattutto: ma lo sai qual é il tuo sogno o stai vivendo la vita di qualcun altro?

 

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4 pensieri su “Lo sguardo della tigre

  1. Quando ti leggo mi assale la voglia di fare, mollare, osare.
    Quando leggi di chi ce l’ha fatta passando quello che passi tu, ti inietti una dose di ottimismo che non ti molla per giorni. Il tuo amico Seb ha una storia bellissima, perché il suo pezzetto di cielo blu è il mio cielo al tramonto o la tua alba mozzafiato. Ognuno ha un orizzonte differente da raggiungere, ma come raggiungerlo? Avere i mezzi è il primo passo, ma spesso ci troviamo così imbavagliati nella vita che già abbiamo che non osiamo, abbiamo paura, tentenniamo, non facciamo.
    E ci troviamo a essere i nostri stessi carcerieri.
    Credo sia importante circondarsi di persone che ti danno il mood giusto, e non sono quelle che ti rassicurano che sei un grande, nemmeno quelle che ti dicono “ci sarò sempre” (okay, sono fondamentali, ma partono dal presupposto che tu possa non farcela, anche) ma quelle che ti dicono “Ehi, ero come te, ma ce l’ho fatta! Perché tu non dovresti?”
    Tu sei una di queste persone caro Andrea, e la persona che ti ha dato la scintilla… ringraziala mettendola al corrente di essere stata quella persona che ti ha illuminato la giornata e cambiato un po’ la vita.
    Sarà un bellissimo regalo.

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  2. Bello!
    Mai, tanto quanto ora, leggo la parola “sogni” e mai come in questo periodo “critico” riconosco enormi opportunità per realizzarli.
    Certo! Importante è sapere qual’è il “tuo” sogno…
    Grazie Andrea

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