La vendita inizia dalle mani

stretta_di_mano_senza_ombra

Stavo pensando (si qualche volta mi capita di pensare, ma tranquilli: accade raramente) che abbiamo una sola occasione di fare una prima buona impressione.

E solitamente questa passa dal primo sguardo, dal primo sorriso e dalla prima stretta di mano.

Mai fatto caso a quelli che ti stringono la mano con una forza tale da farti quasi male? Bella dimostrazione di forza, di individuo alpha e molto stupido, perché quello che cerchiamo è un contatto che diminuisca le distanze, quasi intimo, tra persone che devono per qualche motivo relazionarsi con garbo. Magari per cercare un “si” dall’altra parte.

O quelli che trattengono la tua mano cercando di manipolare le tue scelte (scelgo io come e quanto e tu segui), ti indispone questo atteggiamento vero?

Poi ci sono gli indecisi, schizzinosi, falsi e un po’ viscidi: quelli che ti danno la mano mostrandoti il dorso della stessa (chissà cosa hanno da nascondere), la loro stretta è quasi inesistente  e cercano di ritrarla al più presto (neanche volessi mangiarli).

Ma tu con gente così faresti affari?

Ecco, appunto, nessuno lo farebbe. Quindi impariamo a fare le cose nel modo migliore: la mano si dà tenendola ben dritta, possibilmente ruotando di un centimetro o due il corpo verso destra così da mostrare alla visione periferica dell’altro il palmo. Si stringe adeguandosi alla stretta di chi porge la sua, si accenna un sorriso guardandolo dritto negli occhi e si protrae per 3 secondi. Non di più, non di meno.

Questo modo di fare consente di predisporre l’altro in una condizione di sicurezza e fiducia. Questo è parlare al subconscio dell’interlocutore. Ogni altro modo non funziona.

Quindi pensala come vuoi, ma se fai così stai già costruendo la tua “vittoria”, se usi un sistema diverso, ti stai complicando la vita.

E già che ci siamo ti svelo un segreto dei grandi leader, di quelli amati e carismatici: ti guardano.

Guardano negli occhi e mantengono il più possibile il contatto visivo.

Ti ascoltano, sembrano sempre interessatissimi a quanto stai dicendo, anche se parli del gatto del vicino, alle volte ti fanno anche delle domande e spesso annuiscono mentre racconti.

Poi a fine chiacchierata ti dicono “allora le piace?” annuendo in modo quasi impercettibile, e aggiungono “è dei nostri?” con un bel sorriso e porgendoti la mano che tu, nove volte su dieci, stringerai automaticamente.  E così ti trovi ad aver firmato una cosa che non sai bene cosa sia né perché l’hai fatto, però ti pare una cosa buona, e te ne vai confuso ma col sorriso a fior di labbra.

Bravo, ti hanno fregato probabilmente, o forse sei stato fortunato e hai trovato un soggetto che ti ha sì venduto qualcosa, ma è stato abbastanza intelligente da venderti una cosa (un servizio, un prodotto, un’idea) che in effetti ti serviva realmente e di cui sarai felice e orgoglioso.

Quello che ti frega si chiama truffatore, quello che ti rende felice si chiama leader ( o consulente, amico, guida), insomma è una brava persona, che ha solo fatto il suo lavoro. Ha vinto, si, ma ha fatto vincere anche te. Con lui vincono tutti e tu parlerai molto bene di lui (e del suo prodotto) a tutti.

Tu quale dei due vuoi essere? Il truffatore o il superconsulente? Quale immagine vuoi dare di te sul mercato, di persona poco raccomandabile o di un leader?

Ecco mi pareva, allora sai cosa ti dico? Che hai un weekend davanti e magari ti rilasserai con la famiglia e gli amici.

Allora sfrutta questi giorni di relax per fare un piccolo esperimento: quando incontri gli amici, stringi loro la mano come descritto sopra, anche se non lo fai mai, questa volta fallo e nota le reazioni: saranno piacevolmente sorpresi.

Poi mentre bevete una birra, mostrati sinceramente interessato anche se ti raccontano del primo dentino del cugino, annuisci, magari fagli anche qualche domanda e poi nota le reazioni.

Scoprirai che improvvisamente il tuo ascendente su di loro è improvvisamente aumentato, ti troveranno carismatico e affascinante.

Prova tirar fuori lo smartphone, fingendo che ti sia arrivato un messaggio importantissimo e mentre lo guardi aggrottando un po’ la fronte lancia un’occhiata rapida ad uno dei tuoi amici e chiedi “mi prendi lo zucchero per favore X? “. Scatterà come una molla, e forse non solo lui.

Ecco la tua prova l’hai fatta, poi magari da lunedì puoi gestire meglio gli incontri con i clienti 🙂

Buon divertimento.

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4 pensieri su “La vendita inizia dalle mani

  1. Io condivido il pensiero qui sopra quando arriva la mano “moscia” rabbrividisco… mi hanno sempre detto che ho una bella stretta ma letto il tuo post ora farò i test 🙂
    Ottime dritte 😉

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  2. Io odio a priori i “mano moscia”, quelli che porgono la mano con rilutanza, penzoloni, e che quando la stringi hai la sensazione di toccar gelatina. Preferisco una stretta decisa, non forzuta, quella che sprigiona intensità, calore, che riesce a mandare energia, pare di sentirne le vibrazioni. Ah si, quella è una BELLA stretta di mano!

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