Tu respiri?

tu respiri
Una sera mi arriva un e-mail sulla quale, tra le altre cose, c’era questa frase:
“Andre, lasciatelo dire da una che è molto diretta: sei maledettamente bravo! Ok, ok, magari lo sai già. Anzi, sicuramente è così. Ma hai un modo accurato nel selezionare (forse inconsciamente) i termini che usi: appari spontaneo, eppure i tuoi discorsi sono sempre calibrati.”
🙂 grazie! Non so quanto io sia accurato e calibrato nell’esprimermi, quello che so é che non ci sto a pensare.
Sono molto spontaneo, fa parte del mio modo di lavorare e del tipo di formazione.
Diciamo che é il mio stile comunicativo.
Spesso, mi capita di confrontarmi con altri professionisti e consulenti, alcuni anche molto bravi.
Quello che mi differenzia da loro è il minor uso di “tecniche” ragionate: la maggior parte dei miei interventi avviene davanti ad un caffè e, curiosamente, con gli anni mi sono accorto di quanto riesca ad essere molto più efficace conversando anziché utilizzando tutti quei passaggi tipo “scrivi questo obiettivo” o ” come pensi di poter…”
Tutte cose utilissime e valide, intendiamoci, alle volte mi capita di usarle ma per lo più riesco a creare effetti e comportamenti in modo molto più rapido e incisivo e dolce. Non sto a pensarci, non più.
Da tanto tempo per me queste cose sono un po’ come respirare: una cosa del tutto naturale, al punto da avere alle volte difficoltà a spiegare come ho fatto a scegliere il momento giusto per intervenire o perché ho scelto di utilizzare una specifica sequenza di parole piuttosto che un’altra.
Intendiamoci, mentre faccio, so esattamente cosa sto facendo, semplicemente non ho bisogno di stare a pensarci troppo.
Le mie scelte e le mie reazioni sono molto rapide, tanto da apparire quasi istintive.
Questione di memoria nervosa come spiego in “Speed“.
Il fatto è che tutti noi abbiamo questa capacità, e in qualche modo tutti la utilizziamo.
Il copywriter quando si trova di fronte ad un testo, vede immediatamente cosa cambiare e in pochi secondi è in grado di fare un esempio al cliente.
Il social media manager rileva in un battito di ciglio gli errori e le mancanze di una strategia e può dare un suggerimento in tempo reale.
Quando trascrivo uno script, per quanto banale possa sembrare, sto trasferendo a chi mi legge uno strumento che gli permetterà di avere gli stessi risultati che ho io.
Diventa complesso spiegare perché il termine “subito” non funziona, mentre “adesso” e “ora” sono pistole con il colpo in canna.
Eppure anche nella scrittura per il web, oltre che nelle trattative one to one, certe espressioni hanno una potenza impressionante.
Il punto sta tutto nell’avere sufficienti dati sul contesto e sul target a cui stai comunicando. Se so che chi mi ascolta (o legge) ha bisogno di aumentare le proprie capacità di gestire un team o deve riuscire a spuntare migliori condizioni con un cliente o con un fornitore, cerco di comunicare ciò che tra le mie competenze può essergli più utile, ma inserendolo in un discorso generale. Spesso parlando d’altro per rendere leggera e al contempo efficace la trasmissione di competenze.
Da qualche tempo, tu che mi leggi, stai seguendo i miei scritti, attraverso i quali scopri nuove risorse che potrai utilizzare nel lavoro e nella vita privata. 
Le nozioni che stai acquisendo ti porteranno a sviluppare capacità utili ad aumentare il tasso di conversione e il tuo lavoro ne gioverà
Questa semplice frase, ad esempio contiene buona parte dei principi della persuasione e delle regole e dei trucchi di cui si parla in moltissimi testi sul copywriting e sul social marketing, come quella cosa del far rispondere “si” per tre volte al lettore (però tre si non funzionano il numero giusto è variabile e tre è sempre troppo poco)  o comunicare quale sia il vantaggio di un prodotto/servizio, con la sola differenza che è fatto in modo molto più dolce.
La domanda diretta, o l’affermazione diretta vanno dritte al punto, ma rappresentano un po’ una forzatura.
Con la frase sopra, invece, parlo direttamente all’inconscio e quindi ho un effetto più profondo e duraturo e soprattutto difficilmente incontro obiezioni.
Diciamo che è un po’ generare comportamenti nell’interlocutore, come quando devi vendere: generi voglia di acquistare.
Tutto questo avviene in modo molto naturale, come respirare appunto.
 Dal vivo posso farti sperimentare decine di script fantastici in poche ore e trasferire buona parte delle competenze su persuasione e negoziazione in modo duraturo ed infinitamente più efficace.
Per questo ho sviluppato un corso, a numero chiuso: per poter lavorare quasi singolarmente su ogni soggetto e metterlo nelle condizioni di avere immediatamente delle nozioni spendibili subito nel proprio lavoro.
Quello che posso fare con un articolo è passare poche nozioni alla volta e consigliarti di provare e riprovare fino a che non diventino anche per te processi naturali e consigliarti di valutare bene il contesto in cui ti muovi, ma tutto, non solo la persona con cui fai  i tuoi esperimenti.
 Ora nessuno di noi vuol fare la spia di professione, ma per avere un idea di come allenare la mente a capire cosa e dove guardare in tempi stretti, potete dare un’occhio e ascoltare bene qui:
Anche tu respiri, vero?
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6 pensieri su “Tu respiri?

  1. Anche respirare bene necessita di una buona preparazione, ma soprattutto, se si vuol vivere bene, bisogna conoscere e selezionare l’aria che si respira! Tu lo hai capito, e te ne sei riempito i polmoni 😉

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