Differenze e Risorse

Lesbica

 

Il peso e l’importanza di una parola.

Penso spesso quanto siano importanti i termini che usiamo e quando e come decidiamo di usarli o non usarli.

Qualche giorno fa, intercetto sui social network una discussione sull’uso della parola Lesbica.

Pare infatti che ancora oggi, (nel 2013!), qualcuno abbia estrema difficoltà ad usarla.

Lesbica. Non è una parolaccia! (citando una mia amica)

E’ un termine che si riferisce ad una consistente parte della popolazione.

Statisticamente il 10% della popolazione è omosessuale e questo mi porta a pensare quanto sia stupido e irrazionale voler mettere a tutti i costi un paraocchi: il 10% è tanto.

 

E poi c’è altro.

Io non conosco il mondo gay, ma conosco abbastanza il mondo lesbico (follie di gioventù) e vi dico: se il 10% delle donne sono lesbiche, significa che su 100 donne che conoscete, almeno 10 sono lesbiche.

Se poi considerate che il 90% delle conquiste di una lesbica avviene nella cerchia delle etero, è altamente probabile che un’alta percentuale delle donne che conoscete e frequentate abbia avuto (o abbia) una relazione omosessuale, magari anche vostra moglie o la vostra amica del cuore, proprio ora.

Ora, alla luce dei fatti, mi pare grottesco che ad avere difficoltà a pronunciare ed usare la parola lesbica siano soprattutto uomini, la cui principale fantasia erotica gira intorno a due donne nello stesso letto, o peggio ancora da donne, che probabilmente rientrano nella casistica sopra descritta e che comunque, in quanto donne, sono abituate a sapere molto bene quanto sia odioso subire una discriminazione ancorché verbale.

 

Dimenticare o non voler vedere la realtà che ci circonda rasenta l’imbecillità e significa precludersi delle risorse.

Ne avevo accennato qui , di quanto sia importante uscire dal proprio mondo e dai propri schemi per dare una mano alla creatività, ma non solo: contaminazione di idee e visioni del mondo, significa ricchezza anche e soprattutto dalla prospettiva imprenditoriale.

Come puoi ignorare una così larga fetta della popolazione?

Come puoi non sfruttare la possibilità di parlare e conoscere qualcuno che ha una visone del mondo un pochino (poco, non tanto) differente dalla tua?

I suoi occhi e la sue esperienze consentono di guardare da una prospettiva diversa, e forse (anzi spesso) questa nuova prospettiva che noi etero non riusciamo a vedere contiene l’idea, la soluzione , l’opportunità per fare un salto in avanti sul nostro mercato, quale esso sia.

Poi  vi dirò: una delle esperienze più divertenti è sedersi su un muretto con due birre a parlar di donne con una donna, ma anche con un caffé o ad una cena. Una delle cose più illuminanti e divertenti che abbia fatto, e oggi la mia amica Bet è forse la migliore amica che abbia mai avuto, perché una lesbica non é un camionista, é una donna in tutto e per tutto e va trattata come tale: con rispetto. Semplicemente in alcune cose ha gusti simili ai tuoi, tutto qui.

 

Parlare e confrontarsi con chi ha una diverso approccio alla vita ci apre delle possibilità inimmaginabili.

Personalmente posso garantirvi che tra i miei articoli uno di quelli di maggior successo ed  a cui sono più legato, fu ispirato da uno scambio di idee con una lesbica (no, non ci sono riferimenti diretti a lei e non è il mio miglior scritto).

Mi sono limitato quel giorno a rilevare un parere, una prospettiva un modo di intendere le cose e rielaborarli sulla base delle mie necessità.

Quello che vi consiglio di fare, è di aprirvi il più possibile al mondo che ci circonda, senza pregiudizi inutili e dannosi e senza paure immotivate: a me non fa paura la parola Lesbica, e tantomeno mi fa paura qualsiasi tipo di differenza da me.

Le differenze sono sempre una fonte di ricchezza.

 

Ora, so bene che statisticamente una parte dei lettori potrebbe essere molto toccata, quindi se sei omofobo, anche se di solito rispondo a tutti, se mi vuoi attaccare su questo argomento, sappi che applicherò una massima di mio nonno che un giorno mi disse: “Andre, non discutere mai con gli imbecilli, la gente potrebbe non notare la differenza”
Peró ti faccio una domanda: se ti spaventa cosí tanto, sei sicuro di essere proprio etero?
 

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11 pensieri su “Differenze e Risorse

  1. Ottima critica, io avrei parlato in modo più brutale… 😛
    Sinceramente non capirò mai il disprezzo e la paura nei confronti dell’ omosessualità in genere. Non capisco neanche il voler a tutti i costi metterlo in evidenza. Che uno/a sia etero omosessuale, cristiano o islamico, bianco o nero, che differenza fa? Saremmo ben liberi di fare le nostre scelte, fin tanto che queste non ledono il prossimo?
    Io odio quella parola, ma non per il suo vero significato, ma per il non valore che le si da, per la differenza che pone in evidenza, è lo stesso che dire nero, negro… preferisco dire uomo. 🙂

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  2. L’omosessualità è da molti considerata una malattia mentale o fisica, nonostante la scienza ne abbia dimostrato l’origine epigenetica.
    In questo le chiese, le mentalità ortodosse e quelle “puriste” (vedi logiche del fascismo, del nazismo, dello stalinismo), costituiscono un ostacolo al superamento di concezioni escludenti.
    Il senso dispregiativo che tanti assegnano al termine “lesbica” non può che derivare dalle influenze provenienti da questi alvei culturali.
    Alcuni mesi fa, su fb, postai le conclusioni di una ricerca genetica europea sulla omosessualità. Un tizio (che non sa un’h della genetica) rispose che essendo epigenetica, bisognava considerare l’omosessualità una deformazione, una malattia. Dovetti rispondergli che, in tal caso, l’homo sapiens sapiens doveva considerarsi un deformato, un malato per definizione, visto che è il risultato di innumerevoli e continue modificazioni sia genetiche che epigenetiche, e che quindi, lui, era un malato.

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  3. Bel pezzo Andrea 🙂
    Bello il passaggio per far capire come tante volte le cose non siano esattamente ‘altro da noi’ ma che anzi, siano vicine più di quanto immaginiamo, e che occorra comprenderle, capirle, impegnarsi a leggerle per trarne quanto di bello può generare (e da sempre genera) la cosiddetta diversità.
    La parola Lesbica incute timore alle stesse lesbiche (altro tema poco conosciuto e tanto penoso è l’omofobia interiorizzata), la parola Lesbica non esiste, come non esistono le Lesbiche. Di pochi anni fa un ottimo documentario che tratta appunto il tema: “DIversamente etero”, che parte dalla domanda “Quante lesbiche famose conosci?”. Uno scenario da ‘waste land’, che si è arricchito di qualche nome ultimamente ma che rivela per lo più donne che hanno paura a dichiararsi. Paura, si. Perché davvero la ns società fa ancora fatica, perché se ti dichiari le reazioni più consuete sono ancora incredulità perché sei femminile (!), accanimento infinito da parte di uomini duri a comprendere che non necessariamente voglio fare una cosa a tre, non necessariamente sono una preda ancora più gustosa, non necessariamente è perché non ho provato te!!!
    Poi c’è la società sana, fortunatamente, ma di quella ora non parlo, ne sorrido solamente.
    Aggiungo, però, che fin quando la realtà sarà questa e fin quando i diritti non saranno simili a i doveri, sarà oppurtuno scendere in piazza nei modi che ognuno ritiene più opportuni.
    Finché la realtà sarà questa, sarà forse ancora opportuno presentarsi e presentare anche la propria compagna e non tacerne, e sarà opportuno salire su un carro a protestare ‘festeggiando’ perché il Gay Pride non è solo una carnevalata ma nasce da un episodio ormai diventato storico (Stonewall) e dalla memoria prende spunto per continuare a protestare contro le ingiustizie che ancora oggi ci affliggono.
    Scritto di getto.
    Un bacio,
    con stima
    ga

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    • Si, mi scuso per “carnevale”, e credo che tanto io quanto Roberto, ci siamo espressi male: ognuno fa ció che vuole e come vuole. Credo di interpretare anche il pensiero di Roberto, dicendo che il GayPride da solo non basta. Da solo rischia di far passare un messaggio incompleto. Poi, ben venga una festa e quant’altro per difendere i diritti di tutti ad essere sé stessi. Detto questo ^____^ GRAZIE, Ga!

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  4. Ciao Andrea, molto bello ciò che scrivi e condivido pienamente. Solitamente quando non vogliamo pronunciare una parola è perchè il suo significato o ci è ignoto o ci spaventa. Anche il cancro viene spesso chiamato “brutto male”.

    L’altra cosa a cui ho pensato immediatamente è : perchè l’orientamento sessuale deve essere così importante e influenzare così tanti campi della nostra esistenza?
    Detto banalmente: quello che fai nella tua intimità rimane tuo, intimo appunto.
    Guardo sempre con tristezza le manifestazioni tipo gay pride solamente perchè credo che in quella maniera si banalizzi e si estremizzi qualcosa. Assomigliano al carnevale di RIo.E in questo modo non fanno altro che alimentare quelle fantasie popolari che vogliono i gay o le lesbiche come persone “disordinate”. Gay vs etero diventa quindi una falsa questione. La vera questione è .
    Quando mi presento dico e non .
    Scusa la lungaggine

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