Il SEO la SEO e il public speaking

Diapositiva11

Un paio di giorni fa mi trovavo in quel di Torino, zona Porta Nuova per assistere ad un convegno di cui tutti avrete sentito parlare il GT conference.
Due sale: una dedicata ai Social, l’altra alla SEO.
Una bella concentrazione di cervelli, gente che ne sa, ma quanto ne sa.
Soddisfatto devo dire, di aver impegnato una mia giornata ad ascoltare queste persone.
Certo qualche intervento l’ho perso, essendo in contemporanea tra Seo e Social, ed ho privilegiato la sala SEO.
Perché?
Semplice: ne so meno e la trovo meno intuitiva, quindi ho pensato potesse essere una buona occasione per imparare qualcosa di un argomento che mi è un po’ ostico e vedere chi sono quelli davvero bravi.
Sì, perché quando si è davvero bravi si riesce a trasmettere le proprie conoscenze in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
Tra tutti i relatori quelli che sono riusciti a rendere i concetti più chiari anche ai non addetti ai lavori come me, mi sento di segnalarne due: Valerio Notarfrancesco (tw @vnotarfrancesco) ed Anna Covone (@laseomante), il primo per la sala SEO e la seconda per la sala social.
Non che gli altri non fossero cristallini, ma loro avevano un qualcosa in più.
Intendiamoci non mi permetto di giudicare il valore dei loro contenuti, non ho le conoscenze per poter fare tale valutazione. Mi riferisco al modo di esporre.
Se ho ben compreso la funzione della SEO, questa serve a migliorare la performance del nostro sito web… ma poi quando non c’è uno schermo?
Il valore dei contenuti ne risente.
Quando sali su un palco devi necessariamente seguire delle regole.
La prima, basilare, è sapere di cosa stai parlando.
E fin qui ci siamo.
Il problema direi che sta un po’ nella capacità oratoria in pubblico di questi professionisti, perché o avete la naturale capacità di Valerio di rendere comprensibile qualunque argomento ( Valerio è il tipo che non direbbe “questa pastiglia è idrosolubile”, direbbe “si scioglie nell’acqua”), o avete una strategia mentale simile a quella di Anna che va in panico non prima o durante, ma dopo il suo intervento.
In tutti gli altri casi il rischio più grande è che vadano persi i vostri contenuti nel giro di poche ore, se non anche durante il vostro intervento.
Le regole sono tante, io come sempre vi passo qualche trucco pratico che potete mettere in atto da subito e senza difficoltà.

• Se avete una giacca ed una cravatta ricordate che il bottone va allacciato: una giacca slacciata va bene solo senza cravatta. Se siete una donna in tailleur, sempre allacciata.

• Sul palco cercate di avere una postura eretta: i gobbi non danno la sensazione di autorevolezza e poi le spalle curve influiscono negativamente sul suono della vostra voce

• Cercate se possibile di muovervi, fare qualche passo, mentre parlate: darà più ritmo e forza alle vostre parole.

• Se il pubblico non è troppo numeroso (diciamo fino a 200/300 persone in sala) è ottima cosa “passeggiare” tra le persone

• Quando siete sul palco, mentre parlate, indugiate qualche secondo con lo sguardo verso un gruppo di persone: darà la sensazione che state parlando proprio a loro e l’attenzione del pubblico sarà maggiore

• Se possibile costruite un intervento che sia penetrante e non sia necessario per il pubblico prendere appunti: quando si prendono appunti, inevitabilmente si perde una parte della comunicazione.

• Date ritmo e cambiate spesso tono di voce: ricordate che il 70% della comunicazione è non verbale o paraverbale. Le parole che usate rappresentano una percentuale troppo bassa per delegare tutta la comunicazione sulla parte verbale

• Le slide aiutano? Sì, moltissimo ma memorizzatene la sequenza e non voltatevi mai a leggerle: dovete saperle come sapevate la poesia di Natale quando frequentavate le elementari.

• Preparatevi una presentazione personale che sia completa e non duri più di 30 secondi: la gente è lì per ascoltare i vostri contenuti e vi valuterà per quelli e per il modo in cui li esporrete, non per conoscere la storia della vostra vita

• Infine il punto più importante: l’unica cosa contagiosa quanto la paura è l’entusiasmo. Quindi eliminate la paura del pubblico: è lì per voi, per apprendere da voi. Vi ha già scelto o non sarebbe lì. Siate entusiasti e anche il pubblico lo sarà di voi.

Non è un corso di public speaking, sono solo dei punti che vi permetteranno di migliorare la vostra performance e che daranno più autorevolezza ai vostri contenuti.

Un ultima cosa: non me ne vogliano gli organizzatori della GT conference, ma la sala disposta orizzontalmente anziché verticalmente rappresenta uno svantaggio.
Il fatto che le persone di fronte al relatore siano più vicine a lui, non compensa gli svantaggi nel raggiungere chi sta ai lati, mentre se fosse stata disposta in modo differente il relatore avrebbe potuto avvicinarsi in modo agevole a chi sedeva più lontano, e come descritto sopra avrebbe avuto maggiore efficacia, perché il segreto alla fine sta sempre lì: il modo in cui dici le cose.
Ignorare questi concetti è come ignorare i dati dell’immagine in testa all’articolo: usare solo i social è rinunciare ad una larga fetta di mercato.

(ringrazio Valerio e Pennamontata per avermi gentilmente fornito l’immagine )

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8 pensieri su “Il SEO la SEO e il public speaking

  1. Grazie per questi ottimi consigli Andrea. Ne farò tesoro. IL 4 luglio sarò ad un evento a cui mi hanno invitato come blogger/venditore. Speriamo di non fare l’effetto della crusca sul pubblico. Se anche lo facessi gli avrei regalato comunque del “benessere” ma preferirei delegare questa funzione alle buone vecchie “falqui”

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