Devono ancora sbocciare

Viola

Voglio raccontarvi di un uomo che non si diede mai per vinto.
A 31 anni subì un fallimento finanziario
A 32 anni perse un’elezione
A 34 un altro fallimento
A 35 perse la donna amata
A 36 ebbe un crollo psichico
A 38 perse un’altra elezione
A 43 …non fu eletto al Congresso USA
A 46 …stessa esperienza
A 48 …non fu eletto
A 55 ci provò per il senato, ma perse
A 56 corse come vice presidente e perse
A 58 non riuscì a conquistare un seggio
A 60 anni Abraham Lincoln, questo il suo nome, fu eletto presidente USA
E fu da quel momento che cominciò a fare qualcosa di rilevante

Ma abbiamo esempi in ogni campo: Van Gogh influì sull’arte del XX secolo, ma fu incompreso fino alla morte (peraltro avvenuta prima dei 40 anni)
Morgan Freeman è uno dei migliori attori di Hollywood, ma benché il suo primo film risalga al 1971 (prossimo ai 40) cominciò ad essere conosciuto e raccogliere successi dalla fine degli anni 80, ormai cinquantenne.
Gabrielle Chanel divenne commercialmente interessante superati i 30, ma il vero successo come maison di moda, il divenire “Coco Chanel” fu un traguardo che Gabrielle raggiunse alla soglia dei 40 anni.
Marina Ripa di Meana era una perfetta sconosciuta al grande pubblico, poi scrisse un libro: “I miei primi 40 anni” e sappiamo tutti com’è andata.

Tutto questo per?
Solo per dire che non è mai troppo tardi per diventare ciò che puoi essere, chiunque tu sia, indipendentemente dal tuo passato, dal tuo presente, dalla tua età e dalle tue caratteristiche.
Ci sono fiori che sbocciano subito e muoiono presto, altri che hanno bisogno di più tempo e durano più a lungo.
Io ne conosco qualcuno: Matteo, Lisa, Maurizio, Giorgia… eh, l’elenco potrebbe essere lungo in effetti, ma il punto è che loro sono fiori che ancora devono sbocciare e quando sarà il momento sapranno fare per il mondo qualcosa di “rilevante”.
Tutto dipende da quanto saranno determinati, da quanto sapranno guardarsi dentro e trovare in sé stessi quella scintilla di follia che li spingerà verso qualcosa di nuovo e straordinario.
Gabrielle non aveva intenzione di fare la stilista, pare dichiarasse di non aver mai disegnato un abito, lei voleva avere successo come cantante di cabaret.
Ma fece una cosa straordinariamente banale: rilevò un problema ( la scomodità degli abiti femminili di allora) e diede una risposta al problema.
Seguì l’istinto, con una forte motivazione, tanto talento e …voilà: Coco!
Il consiglio che mi sento di dare è solo uno, chiedetevi: “qual è la cosa che farei tutto il giorno se potessi permettermi di non lavorare?”.
Ecco, una volta trovata cominciate a lavorare su quella.

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19 pensieri su “Devono ancora sbocciare

  1. Ciao Andrea, ecco vedi per me questo post non dice nulla, nel senso che mi ritrovo davanti al tuo ennesimo articolo “motivatore” che riporta esempi di gente che ce l’ha fatta ma alla fine non dispensa nessun consiglio o strategia utile se non un “se vuoi puoi”. Allora è chiaro che nella rete ormai questi contenuti spopolano e portano massa al blog perché vi è in giro una “depressione” disarmante, però non sarebbe più utile “vendere” delle strategie concrete, delle soluzioni mirate? Tipo sei un web designer? Fai così!
    Sei un blogger? Fai così!
    Sei un artista? Fai così!
    Credo sia un vincere facile, chi non vorrebbe sentirsi dire una volta al giorno “dai che sei forte, dai che ce la fai”. Penso che il tuo potenziale sia ben altro, ma visto che mi hai chiesto un feedback e io sono sincero (e stronzo), anche se so di andare contro il pensiero di molta gente che ti legge, ti direi di alzare il tiro, perché di post come questo il tuo blog ne è pieno, come la rete e mi portano solo a pensare una cosa: dico a te cosa devi fare, perché su di me non riesco a farlo.
    Bada non è polemica, è una semplice analisi di quello che scrivi da tempo…Insomma, il dai che ce la fai l’abbiamo capito, e poi? Dicci di più dai, visto che di esperienza ne hai da vendere 😉 Non mi riferisco a formulette, persuasione ecc ecc, ma di a questi freelance che spesso hanno il grosso problema di vendersi, come vendere veramente, no? 😉
    (Io da un “amico” vorrei mi dicesse se ho qualcosa in mezzo ai denti mentre siamo al ristorante, tu no?)

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  2. Questo post mi ha dato la sensazione (o l’illusione! Eheheh) di sentirmi un fiore che deve ancora sbocciare! Erano anni che volevo aprire un blog, qualche mese fa, all’improvviso, l’ho fatto.. E non vedo l’ora di vedere cosa ci riserva il futuro 🙂

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    • Wow, grazie! Questo é un bel complimento per me 🙂 quanto al tuo blog: non trovo la funzione per iscriversi, ma lo seguirò ugualmente. Mi piace molto e secondo me hai la stoffa per arrivare dove vuoi.

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  3. Interessante, lo ammetto. Ma sono anche convinto che alcuni fiori nascano già appassiti e per quanto si sforzino non riusciranno mai a sbocciare, oscurati da altri fiori più appariscenti, fortunati anche, perché spuntati in un campo fertile e non in un terreno arido su cui non ha mai piovuto.

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    • Daniele, guardavo ora pennablu (bello!) ed ho appena iniziato a seguirti su tw. Ma veniamo al tuo commento: prima di tutto grazie. Capisco le motivazioni della tua posizione in merito, ed in parte posso condividere l’idea che ci siano soggetti piú fortunati, tuttavia mi trovo costretto a dissentire sulle tue conclusioni. Questione di atteggiamento, convinzioni, tecnica e altre cose. Ma qui mi dilungherei troppo: mi serve un intero articolo per argomentare in modo esauriente. Lo scriverò prossimamente e te lo segnalerò. Sarà la mia risposta completa a questo tuo commento.

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      • Grazie Andrea, ho ricambiato il follow. Ho parlato per esperienze personali, tanto vale ammetterlo. Sulla questione di atteggiamento, convinzioni, tecnica, ecc. ti do ragione anche io in parte. O, meglio, forse non funziona per tutti. Forse per alcuni c’è bisogno di altro, magari di un piccolo successo affinché possano credere di farcela. Ma quando collezioni sono fallimenti e insuccessi, beh, hai poca voglia di sperare che qualcosa cambi in meglio.
        Non vedo l’ora di leggere l’articolo e ti ringrazio molto già da adesso.

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        • Si, serve qualche piccolo successo. Posso permettermi? Dai un occhio ai miei post piú vecchi, soprattutto “rischio recessione, allora ci serve un poco di fortuna” e “le fil rouge”. Il resto che non troverai nel blog, lo troverai nel prossimo: promesso.

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  4. Grazie Andrea, stai tranquillo che io ci proverò fino alla fine, ma se anche non dovessi riuscire appieno, nessuno mi potrà dire di non aver provato, compreso il più esigente, IO.

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  5. Vero, verissimo! L’anno scorso, quando ho deciso di rimettermi in gioco dovevo decidere: una nicchia “sofisticata”, alla quale avrei potuto dedicare anche tutto il giorno o un lavoro più ad ampio raggio che al solo pensarci mi veniva l’ansia. Se non fossi stata aiutata da una professionista come te, probabilmente avrei fatto la scelta sbagliata. Fare tutto il giorno una cosa che ti piace fare, ti fa sentire libero.

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    • Si tu stai facendo cose fantastiche, si vede. E la professionista di cui parli, lo sai, io la considero la numero uno. Facciamo un lavoro un pochino diverso lei ed io. Questo tuo commento credo sia la miglior testimonianza del valore di questo nostro atteggiamemto verso la vita, e soprattutto della grande professionalità di Paola.

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      • Purtroppo ci sono ancora molte persone che hanno delle resistenze verso le professioni come la vostra, soprattutto quando si parla di PNL. Sono anche del parere che non tutti abbiano bisogno degli stessi mezzi per progredire o che più strumenti possano essere utilizzati per migliorare. Importante è volerlo ed essere determinati. Paola, non vorrei dire che è la numero uno anche per me! p.s. mi sono accorta adesso di avere risposto al tuo commento nel mio blog, con un nuovo commento. Rimedio subito 😉

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