Prospettive Multiple, Risultati Multipli

lampada[1]

La mia nonna era una donna fantastica: un’artista. Un giorno trovò queste pergamene e…. Le guardò da un’altra prospettiva. Fu così che nacque una lampada (e parecchie altre).
Un modo diverso di esporre dei capolavori.
Prospettive multiple, per risultati multipli: un concetto da applicare anche al nostro lavoro.
Milione più, milione meno, siamo 7 miliardi di individui sul pianeta e in Italia siamo circa 60 milioni: ad occhio direi uno 0,8 %.
E il mondo ci guarda.
Il mondo vuole la nostra arte, la nostra storia, il nostro cibo.
Cercano il nostro stile di vita, il “dolce far niente” il cappuccino, la “dolce vita” e una serie di altri luoghi comuni che possiamo sfruttare.
Vogliono la nostra moda, i nostri oggetti e la nostra creatività. Vogliono il nostro gusto.
Insomma: vogliono le nostre teste e noi stiamo qui a piangere perché non riusciamo a venderci le cose tra noi.
Ma guardare un po’ più in là dell’orticello? La globalizzazione è un problema se non la sfrutti, un’opportunità se cambi prospettiva.
E possiamo vendere tutto!
C’è gente che paga per buttarsi da 3000 metri attaccata ad un lenzuolo (lo chiamano paracadutismo), chi si butta da un ponte con i piedi legati ad un elastico (bungee jumping), gente che si fa frustare legare e bendare (sadomaso), altri che amano sudare in un ambiente caldo umido (sauna)… Insomma: c’è chi compra di tutto, e quindi si può vendere di tutto. Magari lavorate in una nicchia piccola piccola, ma per quanto piccola, su scala mondiale i numeri sono grandi ed i ricavi possibili altrettanto importanti.
Quello che conta è guardare ciò che si considera “il problema” con occhi diversi e trovare in esso l’opportunità, scegliere un target preciso e poi agire.
Ma scegliere bene: se non si hanno grandi capitali, non si sopravvive con margini ridotti. Personalmente ho scelto un livello alto, esco a cifre che oscillano a seconda della distanza e della durata dell’intervento, tra i 3000 ed i 5000 Euro al giorno.
Tanti? No, perché non lavoro tutti i giorni presso il cliente, perché le spese sono alte e perché l’alternativa era una guerra dei prezzi, ma mi sono categoricamente rifiutato di lavorare per 50 Euro l’ora.
Vi racconto una storiella: un giorno alla Nasa si bloccarono tutti i pc ed i tecnici non venivano a capo del problema.
Un disastro! Al direttore venne in mente che Johnny, un suo compagno d’università era il migliore in quel campo e lavorava da freelance. Lo chiamò.
Un’ora dopo Johnny si aggirava per gli uffici della Nasa con le mani in tasca e un’espressione annoiata. Dopo qualche minuto, si fermò davanti ad una parete, aprì uno sportello, sostitui una vite, premette un bottone e…
Tutto ricominciò a funzionare – “Fa mille dollari, grazie.”- disse con un sorriso.
Il direttore della Nasa chiese di giustificare tale cifra e Johnny rispose: “l’uscita è omaggio, la vite un dollaro, sapere quale vite cambiare 999 dollari”
Ecco è tutto qui: se sai fare un lavoro, ma lo sai fare molto bene, non svenderti, guarda le cose da un’altra prospettiva, scegli tu per chi lavorare e quando fai il tuo lavoro fallo in modo tale che si respiri il tuo impegno ad eccellere.
Svaluta il cliente, perché economico non equivale a prodotto di qualità. E tu sei un professionista che si aggiorna, che fa fatica, che porta un valore aggiunto. Vendi all’estero se qui non ti pagano, inventati un mercato, cambia prospettiva: nel mondo c’è una nicchia numerosa che cerca la tua prospettiva, ed è disposta a pagare caro per averla.

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10 pensieri su “Prospettive Multiple, Risultati Multipli

  1. Pingback: girardihr
  2. Ciao Andrea,
    questo post mi piace un sacco perché mi ritrovo in molte cose che scrivi. Anch’io penso che sia fondamentale non svendersi, lavorare sempre con passione, metterci impegno e puntare in alto. Certo, però, che (re)inventarsi un mercato o trovare la propria nicchia non è per niente facile. O comunque io credo che ci metterei un po’! :))
    Ancora congrats per l’articolo 😀

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  3. Condivido tutto, è ovvio, ma c’è un ma. Non tutti sono in grado di misurarsi, mio padre mi diceva:
    è molto importante sapere chi sei, ricordati di chiederti ogni tanto “Tu quanto vali”.
    Gli italiani prendono come unità di misura i valori sbagliati per misurarsi, come: l’aspetto, la furbizia, la spietatezza, l’egocentrismo…… si concentrano su quelli e perdono di vista i veri valori aggiunti. Da un po’ ci sto pensando, non ho più molto tempo per fare qualcosa di veramente rilevante!

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